Storie

A Brescia non solo il Palio dell’Oca: da Mura a Chiari, tutte le storie

Dal Palio di Polaveno a quello degli Asini di Novagli, nel Bresciano sono numerose le competizioni tra contrade (con o senza animali)
Sara Polotti

Sara Polotti

Giornalista

Il selfie con Gattuso, l'asino vincitore del Palio degli Asini di Novagli nel 2007 - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il selfie con Gattuso, l'asino vincitore del Palio degli Asini di Novagli nel 2007 - Foto © www.giornaledibrescia.it

È dal Medioevo che in Italia esiste il «palio» inteso come competizione tra concorrenti. In realtà il palio vero e proprio era originariamente il drappo che veniva assegnato ai vincitori delle gare equestri, in latino il «pallium», il «mantello». Al di là delle sottigliezze linguistiche, la storia di queste competizioni è piuttosto curiosa: anche Brescia e la sua provincia hanno una lunga tradizione di palii (si dice così al plurale), e non tutti coinvolgono gli animali, come si è portati a pensare d’istinto.

Il periodo d’oro del palio a Brescia

Gli anni ’80, fino ai primi ’90, sono il loro periodo d’oro. È a cavallo di questi due decenni che le gare tra contrade e rioni hanno ripreso piede anche nel Bresciano, spesso resistendo fino ad oggi e spesso ricalcando lo stesso programma (competizione, spettacoli pirotecnici e stand gastronomici).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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