Professore a Breno e flautista, aprirà il Festival di Chesterfield

Ormai da qualche anno lo chiamano «il flautista di re Carlo». Ma lui si schermisce e bonariamente rettifica: «Magari fossi il suo flautista. Ho solo avuto la grande fortuna di suonare in suo onore». Il prof. Marco Baragli, musicista toscano e docente di filosofia al «Golgi» di Breno, il 6 maggio 2023 era col suo flauto nella Cappella di Buckingham Palace. Qui si è esibito per il Crown & Gown Concert, organizzato il giorno della «Coronation» di King Charles III. A fare gli onori di casa la principessa Anna e il marito, che hanno accolto una platea ristretta di 500 invitati. Per l’occasione Baragli ha eseguito due brani di sir Elgar, «Chanson de matin» e «Chanson de nuit». «All’epoca – racconta – facevo parte della Chiesa anglicana e fui invitato a esibirmi attraverso la Diocesi in Europa. Ricevere quella telefonata fu una grandissima sorpresa e una soddisfazione altrettanto grande. Successivamente quei brani sono stati anche inclusi in un disco pubblicato dall’etichetta milanese Kicco Music della produttrice Giovanna Nocetti». Che di Baragli dice: «È un grande musicista, a cui sono legata da un rapporto di amicizia e rispetto. È uno studioso, con una sensibilità musicale rara e un’etica ed estetica uniche».
Carriera internazionale
Non si è trattato, in ogni caso, del debutto internazionale per Baragli. Nel 2016 si è infatti esibito come solista con l’Orchestra di Mosca diretta da Valery Vorona e quatto anni dopo ha suonato con l’Orchestra di Stato della Romania condotta da Ovidiu Balan. Per lui anche una puntata a Shanghai e la partecipazione ai Concerti del Giubileo del Duemila. Ad aprile dello scorso anno, inoltre, è stato invitato ad aprire il Festival Bachiano di Chesterfield. «Dove tornerò anche il prossimo 29 maggio – annuncia –, per esibirmi con mia moglie, la pianista Anna Delli Muti, e il maestro Peter Sheperd. Proporrò un programma che spazia da Pergolesi a Sibelius, da Elgar a Donizetti, oltre ad eseguire “The Lark In The Clear Air”, un brano tradizionale irlandese».
Sempre con la moglie pianista il professor Baragli ha inciso anche il suo secondo disco, registrato nella Victorian Hall di Manchester. Il terzo (che precede quello che sarà registrato live proprio il 29 maggio), è stato inciso per il Giubileo e parla anche bresciano, visto che lo vede protagonista col coro La Rocchetta di Palazzolo diretto da Davide Bottarelli.
Violinista mancato
E pensare che Baragli, da bimbo, sognava di fare il violinista. «Mi ero innamorato del violino durante un viaggio di famiglia in Ungheria – racconta – , ma le lezioni costavano troppo e così i miei mi mandarono alla scuola della Banda dove insegnavano il flauto». Un ripiego felice per il prof di filosofia che vanta anche una laurea in Teologia ed è stato ordinato sacerdote di estrazione anglicana.
Come felice racconta il suo approdo, lo scorso autunno a Breno: «In Valcamonica mi trovo benissimo. Ho trovato fin da subito gente accogliente, che si è data da fare per trovare casa a me e mia moglie, pur senza conoscerci. Posso dire lo stesso del Golgi, dove ho la fortuna di insegnare a ragazzi splendidi. Ho quattro classi, tre quarte e una prima, e i miei studenti sono tutti meravigliosi, nell’atteggiamento, nel pensiero e nel modo di porsi. A volte la Valle va loro stretta, ma credo che questo vivere a misura d’uomo abbia permesso loro di crescere con sani valori».
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