Storie

LA VIACCIA

Regia: Mauro Bolognini

Regia: Mauro Bolognini
Con: Jean-Paul Belmondo, Claudia Cardinale, Pietro Germi, Romolo Valli, Paul Frankeur, Gabriella Pallotta, Gina Sammarco , Paola Pitagora
Genere: drammatico
Distribuzione: Mustang

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L’abbandono della radici, l’amara constatazione di un passato da cui non si ritorna se non con la perdita dell’identità, la dura vita dei contadini, ma anche un’amara dimostrazione di gretta avidità che supera ogni sentimento e finisce per frustrare e rinnegare persino l’amore. Sono i temi che si ritrovano in questo film che Mauro Bolognini ha diretto nel 1961 traendolo, con qualche libertà, dal romanzo “L'eredità” di Mario Pratesi e che ora per la prima volta è reperibile in dvd. Un film crudele e insieme elegante (eleganza e raffinatezza erano le cifre stilistiche di Bolognini)  girato in un bianconero molto curato e ricco di morbide sfumature ma che non ha ottenuto alcun premio a Cannes, dove è stato presentato in concorso, e sin dal debutto ha diviso i recensori fra estimatori e  critici. Basti vedere come si espressero Gian Luigi Rondi, il quale sul “Tempo” scrisse che Bolognini “era riuscito a trovare il giusto punto di incontro fra un'ispirazione decisamente letteraria, colta e figurativamente preziosa e una tematica di dura ed asciutta derivazione realista (...) senza cader mai nel formalismo”, e Filippo Sacchi che sul Corriere della Sera arrivava addirittura ad invocare “un film mal fotografato, ma vero, partecipato, comunicativo” al posto di uno “ridotto a incisione, acquaforte, litografia” e mosso da una vera “ossessione pittorica e  nella ricerca d'atmosfera e della ricostruzione ambientale”. In tempi più recenti, ma sempre un po’ contrastanti i pareri apparsi sul Dizionario Morandini (“ film bellissimo, quasi come Casco d'oro, se non fosse per un sovrappiù di preziosismo crepuscolare”) e sul Dizionario Mereghetti (“melodramma freddissimo» che l'eccessiva cura formale rende «un'anemica esercitazione stilistica”. Concordi invece i giudizi positivi sui protagonisti Jean-Paul Belmondo e Claudia Cardinale, anche se recitarono doppiati. La Viaccia – e il nome è già significativo della scarsa rendita del podere in questione -  è una tenuta nella campagna fiorentina che, alla morte del patriarca dei Monti, la famiglia contadina che lo coltiva, viene ereditata da tutti i figli, malgrado la sua esplicita ultima volontà di lasciarla al figlio Stefano (Pietro Germi), che vi lavora e se n'è sempre occupato. Questo perché uno dei Monti, Ferdinando, che non ha moglie né figli, ha fatto una discreta fortuna con la sua bottega di vignaio a Firenze ed è in grado di rilevare le quote degli altri e di consentire a Stefano di continuare ad occuparsi della proprietà fino alla propria morte. Stefano che per ingraziarsi il fratello, nella prospettiva di una non lontana eredità vista la salute malferma di Ferdinando e il fatto che egli non abbia né moglie né figli, manda suo figlio Amerigo soprannominato "Ghigo" (Belmondo), a lavorare da lui a Firenze.

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Conti sbagliati perché “Ghigo” si mette a frequentare una casa di tolleranza dove incontra l'affascinante prostituta Bianca (la Cardinale) e se ne innamora , iniziando una relazione dispendiosa che lo spinge a derubare lo zio. Il quale scopre la cosa su denuncia della propria compagna, mai sposata e madre di un bambino illegittimo, che fa di tutto – e ne ha l’interesse – per mettere zizzania fra il suo compagno e il resto della sua famiglia. Rispedito nella casa del padre, che lo accoglie malamente e gli affida i lavori più pesanti, “Ghigo” torna a Firenze e viene assunto come attendente nel casino in cui lavora Bianca, la quale nel frattempo lo ha sostituito con un altro amante e sembra disprezzarlo, comportamento che però non lo stacca da lei e fa sì che egli non accetti l’invito a partire assieme al gruppo di anarchici capeggiati da Dante (Romolo Valli) e che potrebbe forse costituire la sua salvezza. Allontanandosi da personaggi totalmente negativi e gretti (Stefano pure e si capirà ad un certo momento il perché). Come andrà a finire si vedrà… L’edizione dvd, oltre ad essere tecnicamente molto curata, è arricchita come interessante ed esaustivo extra dall’introduzione di Gianni Canova "Dare forma al mondo". 

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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