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In poche parole

Riflessioni in pillole per una lettura salutare

AL FEMMINILE

Senza amore è meglio rimanere zitella


Storie
Brescia e Hinterland
13 feb 2020, 09:00
«Una solitudine consapevole» rappresenta una scelta sempre più diffusa

«Una solitudine consapevole» rappresenta una scelta sempre più diffusa

Si fa presto a dire zitella, rispolverando con sottile insolenza un vocabolo tuttora in uso che riconduce all'idea di bruttine stagionate, pettegole umorali e inacidite. Un marchio negativo tutto al femminile, se si esclude il periodo fascista nel quale, il 13 febbraio del 1927, venne istituita una tassa sul celibato, diversificata secondo l’età, i cui proventi erano destinati all’Opera Maternità e Infanzia.

Tutto sommato essere degli scapoloni è sempre stato un vantaggio, almeno a parole. Gli uomini senza moglie non sono mai stati assimilati a un soufflé mal riuscito, nessuno li ha mai immaginati con il grembiule e le chiavi della dispensa appese alla cintura. I maschi socialmente ben posizionati raramente restano soli, anche la figura del vedovo è piuttosto transitoria. Un cinico detto popolare paragona il loro male, «acutissimo ma molto breve», all'urto del gomito contro uno spigolo.

Un tempo, quelle che portavano in dote solo delle «belle mani» potevano giusto sperare di indossare il velo bianco, contentandosi di quel che rimaneva sul mercato coniugale. Molte ancora rimangono zite (promesse spose) dedicandosi per senso di responsabilità a fratelli o genitori, inibendo il desiderio di avere una famiglia propria.

Oggi, dove le convenzioni sociali sono state decapitate, anche l’amore soccombe sotto i tagli inferti dall’incertezza nel futuro. Mentre gli uomini abdicano dal ruolo di «principe azzurro» che non sentono più di rivestire, le donne che non intendono rinunciare al sentimento scelgono una solitudine consapevole. Spesso single di ritorno, colte, curate e resilienti, fortificate dall’indipendenza economica che fanno sventolare come una bandiera sul pennone della parità. Le più spiritose all’ennesima interrogazione sul loro stato civile dispari rispondono come Lizzy nel film Orgoglio e pregiudizio: «Soltanto il vero amore potrà condurmi al matrimonio, ragion per cui morirò zitella».

Tanti auguri quindi agli innamorati che venerdì 14 febbraio festeggeranno San Valentino e ai single che sabato 15 celebreranno San Faustino. Coincidenza quantomeno originale, dato che il Santo e il fratello Giovita hanno condiviso in coppia il martirio, il calendario e il Patronato sulla città. Va ricordato che delle legioni dei solitari si sono perdutamente innamorati i direttori marketing, i quali dedicano loro attenzioni amorevoli e gratificanti in confezioni singole. Forse hanno fatto tesoro del suggerimento di Oscar Wilde, il quale con ironia anticonformista aveva compreso che «gli uomini si sposano perché sono stanchi. Le donne perché sono curiose. Entrambi rimangono delusi».

 

 

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