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In poche parole

Riflessioni in pillole per una lettura salutare

AL FEMMINILE

L'amicizia e il sorriso fra chi ora è da sola


Storie
Brescia e Hinterland
30 lug 2020, 07:57
Una donna in controluce - Foto © www.giornaledibrescia.it

Una donna in controluce - Foto © www.giornaledibrescia.it

Alcune amiche in riva al mare cercano sollievo dalla calura estiva. Hanno in comune un'amicizia nata sui banchi di scuola che consente loro di non doversi dare alcuna spiegazione. Non devono giustificare il vuoto che provano poiché la perdita del loro compagno di vita le ha rese ancora più simili.

Negli anni hanno fatto insieme gite fuori porta, festeggiato matrimoni e compleanni. Oggi ricordano il passato con dolcezza per curare con il miele una ferita comune. Fernanda e Annarita non sono donne fragili, sono fiere di essere economicamente indipendenti, eppure spesso nascondono lo sguardo dietro gli occhiali da sole per non mostrare la loro nuova debolezza. Quando si rimane soli le relazioni cambiano, se n’è accorta anche Anna, la quale lo scorso autunno ha subito una frattura emotiva che ha scomposto tutti i suoi progetti e che in questa estate di distanziamento sente ancora più esposta. In genere si parla poco della vedovanza poiché la perdita viene ricondotta a una questione privata, la morte stessa per noi occidentali resta un tabù.

La nostra è una società strana che disconosce moralmente i conviventi uniti solo da legami affettivi. Non c’è un’associazione che riunisca o supporti le vedove. La reversibilità della pensione ridotta del quaranta percento porta molte di loro a vivere al limite della sussistenza. Come accade alle donne divorziate anche le vedove spesso vengono dimenticate da amici di facciata. Non è facile per loro ricollocare ciò che era pari dentro modelli dispari.

Oggi, nel mondo, la morte di un uomo può ancora corrispondere alla morte in vita di una donna. In India, nelle zone ancora deprivate dalla miseria, pare persista la pratica vietata del «sati» che induce la moglie a bruciare sulla pira con il marito. Perdura anche la rasatura dei capelli e l’abito bianco che distingue le donne in un lutto definitivo.

Lo ha raccontato nel film «Water» la regista Indiana Deepa Metha, ambientato a Varanasi, la cui protagonista è una vedova bambina di 8 anni che subisce l’emarginazione di una cultura retriva e ottusa. Nel nostro mondo globalizzato, in modi diversi gli uomini continuano a considerare inferiori quelle stesse donne con le quali hanno condiviso la casa, il cibo e il letto, che li hanno resi padri e soffrono quando loro se ne vanno per sempre. Il fatto è incomprensibile e resta un grande mistero!

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