I fratelli Lanfranchi, pionieri bresciani nel bob ai Giochi del ‘32

Camillo Facchini
La famiglia non volle reclamizzare le loro imprese alle Olimpiadi: Agostino partecipò a Sankt Moritz 1928, poi con il fratello a Lake Placid 1932, classificandosi quinto
I fratelli Agostino e Gaetano Lanfranchi sul bob
I fratelli Agostino e Gaetano Lanfranchi sul bob
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Il primo volo aereo Italia-Usa venne inaugurato il 5 luglio 1950. Prima, per raggiungere gli Stati Uniti c’era solo la nave ed occorrevano almeno 12 giorni di viaggio, tempo che sarebbe stato abbassato solo nel 1932 con l’entrata in servizio del glorioso transatlantico Rex.

E proprio in nave i due palazzolesi fratelli Agostino e Gaetano Lanfranchi, componenti la spedizione nazionale alla terza edizione dei Giochi invernali, nel febbraio 1932 arrivarono a New York, da dove si trasferirono poi a Lake Placid (dove si tenevano le Olimpiadi, poi replicate nel 1980), stazione turistica nella contea di Essex, nello Stato di New York, sorta all’interno della catena montuosa degli Adirondacks.

Nel bob a due furono quinti, in quello a quattro ottavi con un distacco di 24 secondi dai primi per somma di tempi, mai reclamizzando le proprie imprese. Ma chi erano Gaetano ed Agostino Lanfranchi, figure chiave nello sviluppo industriale, in riva all’Oglio pionieri della «piccola Manchester» palazzolese?

Il bis di Agostino

Agostino Lanfranchi (1892-1963) aveva già partecipato nel 1928 ai Giochi invernali di Sankt Moritz (dove la famiglia Lanfranchi era proprietaria di una casa vacanza) correndo nello skeleton e replicando la partecipazione nel bob alle Olimpiadi invernali americane. Da giovane, Agostino aveva giocato a calcio, partecipato a gare di carrozze e, in seguito, di motoscafi, venendo coinvolto nell’organizzazione di gare di motonautica a Venezia e Torino, vincendo in Inghilterra nel 1930 il campionato del Tamigi.

Proveniva da una storica famiglia di imprenditori dell’abbigliamento attiva tutt’oggi, che si era trasferita poi a Londra (dove alla guida di un’Alfa Romeo Agostino vincerà numerose gare) per ampliare gli affari nel 1913. Durante la Prima Guerra Mondiale il giovane prestò servizio in uno squadrone di motociclisti. Rientrato in Inghilterra, prima di essere costretto a tornare in Italia dopo lo scoppio del secondo conflitto bellico planetario, disegnerà bottoni e fibbie per cinture dedicate alla moda femminile trascorrendo il suo ultimo anno di vita sull’isola di Capri.

Tra sport e politica

Gaetano Lanfranchi (1901-1983), fratello di Agostino, lavorava anch’egli nel gruppo di famiglia produttore di cerniere lampo. Come il fratello, era appassionato di automobilismo – che praticò correndo con la sua Bugatti – e di motonautica, un interesse che in seguito fu condiviso anche dalla moglie Tina Massardi, incoraggiata ad impegnarsi sui fuoribordo.

A Sankt Moritz praticava pattinaggio, skeleton e bob, specialità in cui in Svizzera aveva avuto possibilità di allenarsi e conseguentemente di partecipare insieme al fratello alle Olimpiadi invernali del ’32, rappresentando l’Italia nelle prove del bob. Gaetano sostenne le istituzioni ecclesiastiche e il restauro di numerose chiese, fu il primo sindaco di Cologne dopo la fine del regime fascista e fu anche presidente del Centro Sportivo Italiano di Brescia. Morì il giorno del suo 82esimo compleanno.

Nel ‘32

Alle Olimpiadi del 1932 il bob con equipaggio bresciano giunse ottavo. La gara fu caratterizzata da un’astuzia degli equipaggi statunitensi che sarebbe poi stata ripresa, negli anni a seguire, da molti altri avversari. Utilizzando una fiamma ossidrica, Hubert e Curtis Stevens, per 25 minuti scaldarono i pattini per renderli più scorrevoli, scelta risultata premiante che li portò all’oro. Quinto e primo degli italiani fu invece l’equipaggio guidato da Teofilo Rossi di Montelera, famiglia produttrice allora del vermouth italiano Martini&Rossi, in coppia con Italo Casini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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