Storie

Dopo vent’anni chiude il Cherry Dance di Urago Mella

Non è bastata la raccolta fondi a salvare il locale di Urago Mella storico ritrovo famoso per i live
Federico Bernardelli Curuz
Chiude per sempre il Cherry Dance, storico locale di Urago Mella
Chiude per sempre il Cherry Dance, storico locale di Urago Mella

La piccola luce di speranza, soffusa e calda come quella che avvolgeva gli ambienti del Cherry Dance, storico locale di Urago Mella - da quasi vent’anni un luogo di ritrovo apprezzato per concerti, attività culturali, iniziative ludiche, e per succulenti panini e responsabili bevute –, si è spenta nei giorni scorsi.

Il Cherry Dance di via della Piazza 3a, nonostante il crowdfunding a cui hanno partecipato molti affezionati avventori, ha infatti chiuso per sempre i battenti. L’edificio – un antico cascinale - era obsoleto e necessitava di importanti lavori di ristrutturazione. Inoltre, le difficoltà economiche post-Covid avevano reso la gestione della birreria ancora più complessa.

L’appello

Per evitare questa triste fine, Stefano Bottura e Monica Cosma avevano lanciato nei mesi scorsi una campagna di crowdfunding intitolata «Go on Cherry! Teniamo accese le luci! Salviamo il Cherry Dance!». L’obiettivo era raggiungere entro fine luglio i 150mila euro «necessari – spiegano Monica e Stefano - per razionalizzare il debito e rendere sostenibile la richiesta di un mutuo, versare la caparra per l’acquisto dell’immobile, avviare un progetto di ristrutturazione. Il Cherry è inserito in un cascinale che necessita, infatti, di interventi strutturali e per farlo l’intenzione era quella di acquistarne i muri». Purtroppo la somma raccolta (pari a 10mila euro), grazie alle generose donazioni dei clienti e degli amici del Cherry, è ben inferiore rispetto all’obiettivo, infrangendo così il sogno dei titolari e dei tantissimi aficionados.

Stefano Bottura e Monica Cosma avevano lanciato una campagna di crowdfunding © www.giornaledibrescia.it
Stefano Bottura e Monica Cosma avevano lanciato una campagna di crowdfunding © www.giornaledibrescia.it

«C’era una volta un’idea – scrivono ora Monica e Stefano -. Che viveva in una via in una piazza. Era una piccola idea. Dal cuore grande e sincero. Era un’idea che si credeva bella e semplice. Un’idea senza pretese. Magari un po’ sghemba. Fatta di vestiti umili e buona sostanza. Era un’idea resistente alle fatiche e alle avversità: era un’idea di una volta. Quelle del vecchio mondo. Un’idea lunga una vita. Ma l’idea vide il mondo girare, finché il mondo non si capovolse del tutto e tutto nel mondo girò storto». Stefano e Monica hanno creduto fermamente nel potere della comunità. Un potere al quale continuano a far affidamento.

Il futuro

«Questa nostra idea potrebbe trasformarsi in un’altra idea. La raccolta fondi resta aperta fino a settembre. Siamo ora in fase di smantellamento del locale e in esplorazione delle possibilità per il futuro». Si spengono così definitivamente le calde luci in quella via ed in quella piazza, nella speranza che una nuova scintilla passi e illumini di nuova vita, in una nuova via, in una nuova piazza, il futuro Cherry Dance. Per chi desidera sostenere il progetto, è possibile donare sulla piattaforma di crowdfunding (www.produzionidalbasso.com) selezionando la campagna «Go on Cherry».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Argomenti
localeBrescia

Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoDomani Lavoro 2026: la sfida di Brescia è attrarre il futuroDomani Lavoro 2026: la sfida di Brescia è attrarre il futuro

Dal 5 al 7 novembre al Brixia Forum torna l’evento per imprese, candidati e formazione, con focus su IA, nuove professioni e imprenditorialità

Rivista BiesseRivista Biesse

Nel numero di settembre e ottobre, in primo piano, la demolizione delle mura venete della città.

SCOPRI DI PIÙ