Dalla Valsabbia al Brasile, i 25 anni dell’azienda di giocattoli Calesita

Calesita, azienda brasiliana dal cuore valsabbino, nei giorni scorsi ha festeggiato 25 anni di inarrestabile crescita. Fondata, e ancora saldamente in mano, alla famiglia Vacinaletti originaria di Vallio Terme, oggi impiega 300 addetti e produce ogni anno circa 3 milioni di giocattoli che esporta in tutta l’America Latina.
Il profondo legame con l’Italia e Vallio Terme è documentato anche nel nome dato ad una delle aziende del gruppo, quella che produce parti per i giocattoli, che ha preso il nome di Malgher, come il santuario della Madonna del Malgher, che a Vallio si trova vicino alla casa da cui 54 anni fa è partito all’avventura il capostipite, l’allora ventenne Osvaldo.
Alla grande festa, che ha coinvolto centinaia di persone, hanno partecipato anche Donatella e Lorenzo, cugini italiani, arrivati per l’occasione da Vallio Terme.

Le origini
Raggiunti i familiari in Argentina, Osvaldo Vacinaletti lavorò fin da subito in una fabbrica di prodotti in plastica e intravide la possibilità di mettersi in proprio: recuperò una vecchia pressa a iniezione e in un locale dietro casa, insieme al cugino Roberto, iniziò a lavorare pezzi conto terzi. Così per otto anni, aumentando il parco macchine e le consegne.
Fino al 1980, quando fondò Rivaplast, azienda che presto cominciò a realizzare al suo interno anche stampi ed attrezzature. In questo periodo ad Osvaldo si aggiunse il fratello Renato e i due iniziarono a realizzare prodotti propri: giocattoli. Il primo fu un fischietto per bambini, poi molti altri. Tutto andò bene fino alla fine degli anni Ottanta, con l’invasione di prodotti cinesi. La necessità di reinventarsi portò i Vacinaletti a una partnership per produrre in Brasile, a Pomerode, dove dopo due anni i Vacinaletti decisero di mettere radici.
Nacque così, nel 1999, Calesita: con tre magazzini e 40 dipendenti. Il primo giocatolo uscito dalle linee di produzione fu una cucina su ruote, già famosa in Argentina: un classico che continua a piacere ancora oggi. In soli sei mesi, da due passarono a produrre con 10 macchine e Calesita, che in spagnolo sta per «Carosello», divenne presto una delle più grandi aziende del settore.
Oggi
Nel 2019 l’azienda si divise in tre parti: Calesita per i giocattoli su ruote; Tateti, che deriva dal gioco argentino del «tris», per i giocattoli educativi e la prima infanzia; Malgher appunto, mutuata dal nome del santuario valliese. Per quest’ultima il riferimento è al miracolo che dato origine al santuario, che ha coinvolto dei bambini che si stavano occupando del bestiame di famiglia. In Calesita ora ci sono anche le due figlie di Osvaldo: Nadia da 15 anni che dirige il marketing, Marcela da due anni è il direttore operativo.
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