Da Springfield a Loveno, in cerca degli antenati

Un tempo era parecchio difficile, oggi, soprattutto grazie ai social, rintracciare parenti lontani e mettersi in contatto con i luoghi delle proprie origini è divenuto molto più facile, anche se di mezzo ci sono migliaia di chilometri, oceani e montagne. Spesso basta mettere un post per ottenere informazioni nel giro di breve.
È probabilmente anche per questo che non passa stagione in cui qualche straniero, spesso dal Sudamerica o dagli Stati Uniti, non arrivi in Italia sulle tracce del proprio passato, di un avo che, a inizio del secolo scorso, si è imbarcato alla ricerca di fortuna. Un fenomeno talmente in espansione che oggi viene definito «turismo delle radici».
In Valcamonica
Solo in Valcamonica, per fare qualche esempio, la scorsa estate sono arrivati a Paisco Loveno Louis Calvetti e la moglie Katherine, una coppia proveniente da Springfield, in Illinois, mentre Sonico a inizio ottobre è stato visitato da Fabian Pilatti e Guillerrmina Zupan dall’Argentina, alla ricerca del luogo d’origine dei nonni Carlo Pilatti e Maria Teresa Gelmi. A maggio, sempre a Sonico e sempre dall’Argentina, sono arrivati gli Adamini, la nipote Jacqueline con le figlie Lucila e Marina e il marito Martin Maffei, che hanno raccontato le vicende del nonno panettiere Domenico Adamini, partito nel 1900.
Valorizzare le valli
La storia di Louis, nipote di Antonio Calvetti e Maria Mansini, che nel 1900 si sposarono nella chiesetta di Loveno prima di emigrare negli Usa, è stata raccontata nei giorni scorsi alla fiera Ttg Travel Experience di Rimini, alla quale ha partecipato la neo costituita Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) Lombardia Turismo e Commercio presieduta da Eleonora Rigotti (presidente di Cna Brescia).
La visita

A organizzare la visita in Valcamonica per i coniugi Calvetti è stata la guida turistica camuna Marta Ghirardelli, che dapprima li ha accompagnati a scoprire il borgo di Bienno e il parco delle incisioni di Seradina a Capo di Ponte e quindi li ha portati a Loveno, da dove i nonni erano partiti nel 1909. Marta ha contattato i lontani cugini, residenti in Valle, Graziella, Mattia e Martina Calvetti che, insieme alla piccola comunità di Loveno, si sono messi in moto per far sentire a casa Louis e Katherine.
«Abbiamo trascorso una giornata meravigliosa - ha affermato Louis - incontrando famigliari e nuovi amici, vedendo dove sono cresciuti i miei nonni, la chiesa dove si sono sposati e ci siamo sentiti a casa. Un’esperienza che non dimenticherò mai».
«Non avevo mai visto Louis prima - racconta la cugina Martina, una ragazza di 21 anni -, ma quando ci siamo abbracciati ho sentito la famiglia. Il turismo delle radici è un atto d’amore».
Esempio
Cna Brescia ha portato la storia dei Calvetti quale esempio di turismo da incentivare in Lombardia: «Uno dei principali vantaggi del turismo delle radici – ha detto Rigotti – è la capacità di ridistribuire i flussi turistici su tutto il territorio, favorendo la destagionalizzazione e svelando al mondo l’Italia delle piccole comunità e dei borghi. Visitando questi paesi, come avvenuto in Valcamonica, i turisti rivitalizzano comunità a rischio di spopolamento, promuovendo lo sviluppo economico locale attraverso il sostegno a piccole imprese, ristoranti, artigiani e strutture ricettive».
L’incontro è frutto della collaborazione tra Cna Turismo Brescia con gli associati del settore turistico, nell’anno dedicato, tra l’altro, alle Radici italiane nel mondo. Il caso di Louis è stato presentato da Cna al Ttg come modello di turismo delle radici da incentivare; si stima infatti che 6 milioni di italiani residenti all’estero, di cui 550mila lombardi, siano interessati.
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