Da Gussago a Capo Nord: l’impresa di Marco Ungaro in sette tappe

Un sogno lungo sette anni, un percorso suddiviso in altrettante tappe attraverso l’Europa, che ha condotto Marco Ungaro di Gussago fino a Capo Nord. Questo viaggio straordinario, intrapreso durante le vacanze estive e affrontato con spirito ecologico, vedrà raccontato durante tre serate.
L’impresa

Ungaro, appassionato di avventure cicloturistiche spesso legate a iniziative benefiche, stavolta ha viaggiato con l’obiettivo di realizzare un traguardo personale, conquistando la meta del nord Europa. Il risultato di quest’impresa è diventato un documentario di viaggio intitolato «Capo Nord»: il primo appuntamento – tutto esaurito –, è stato il 15 novembre a Brescia nella sala civica Elena Lonati, il prossimo sarà venerdì 22 novembre a Losine (in Val Camonica) nella biblioteca comunale e il 10 gennaio 2025 proprio a Gussago, nella Chiesa di San Lorenzo.
I viaggi
«L’idea di raggiungere Capo Nord è nata anni fa – racconta Ungaro –. Ogni estate ripartivo da dove avevo lasciato l’anno prima, percorrendo circa mille chilometri alla volta. Ho costruito così un percorso originale, diverso da quello che molti fanno in un’unica volta. Questo mi ha permesso di assaporare ogni tappa, dall’Atlantic Road, una delle strade più spettacolari al mondo, a Praga, senza fretta».
Il «docutrip»
Con 6.300 chilometri percorsi in bicicletta, Ungaro ha vissuto momenti intensi e profondi, documentando le sue avventure anche con un drone. Un percorso che non è solo raccontato, ma che vuole essere anche un aiuto per chi vorrà fare la medesima esperienza: «Il docutrip offre il racconto del viaggio e consigli tecnici per i ciclisti. Chi verrà a vedere il filmato vivrà un’esperienza immersiva, con natura e riflessioni personali». Per Ungaro, questo viaggio è stato molto più di una sfida fisica. «Capo Nord è una meta mitica, un sogno che volevo realizzare. La Norvegia, con le sue isole Lofoten e i paesaggi incredibili, mi ha dato molto, specie negli ultimi chilometri, dove la natura è pura e selvaggia. Un viaggio interiore».

Nato nel 1973, Marco Ungaro di professione è rappresentante. Dieci anni fa, il suo amore per il ciclismo lo ha portato a Istanbul per una raccolta fondi a favore di un orfanotrofio in Africa. Il viaggio verso Capo Nord è stato diverso: non c’erano obiettivi benefici, solo il desiderio di raggiungere una meta sognata. «Sette anni sono tanti, ma ci vuole anche costanza per non mollare il sogno», conclude Ungaro. Questo docutrip non è solo il racconto di un percorso fisico, ma di una crescita interiore, spinta dall’amore per la natura e il ciclismo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@I bresciani siamo noi
Brescia la forte, Brescia la ferrea: volti, persone e storie nella Leonessa d’Italia.
