Quando nasce Centruffici Brescia, nell’ormai lontano 1989, l’idea del co-working era decisamente antesignana ed Ermanno Basso, che ne è attuale presidente, era un «semplice» affittuario. Un affittuario con un’ottima capacità di visione, però, che nell’arco di pochi anni non solo si trasforma da cliente a socio della srl di casa a Brescia Due, ma ne diventa addirittura socio unico e presidente, carica che ricopre dal 1996.
Con la nuova compagine sociale la crescita della società è esponenziale. Nel 1999 c’è il primo «trasloco»: dai 240 mq per 9 uffici della sede di via Cefalonia la srl passa a quella attuale di via Cipro 1, nel complesso Punto e Virgola, dove acquista 17 uffici per un’area complessiva da 550 metri quadrati, iniziando a diversificare l’attività e affiancando a quella di locazione anche quella di traduzione linguistica, branca aziendale che arriverà a coprire il 25% del business totale, nel 2024 giunto a toccare i 700mila euro annui.
La crescita
L’azienda a conduzione familiare (ora c’è la seconda generazione, con i figli di Ermanno, Davide ed Eleonora Basso) non si ferma, e continua a crescere, complice anche la crisi immobiliare del 2008 che scatena dall’anno successivo una impennata della richiesta di uffici temporanei: nel 2009, infatti, Centruffici Brescia di uffici nella sede di via Cipro ne conta ben 30 su un’area di oltre 1.100 metri quadrati, che raddoppiano nuovamente negli anni a venire arrivando agli attuali 1.650 mq suddivisi in ben 52 uffici e 2 sale riunioni, tutti nel medesimo complesso.
Il modello
La formula del successo della società della famiglia Basso sta nella diversificazione dell’offerta, che include differenti formule di locazione che si adattano alle differenti esigenze dei clienti, dalle multinazionali ai liberi professionisti. Oltre agli innegabili vantaggi legati al coworking, in primis quello di condividere le spese comuni e utenze, Centruffici ha infatti creato un vero e proprio «catalogo» di formule sartoriali, che spaziano dal coworking di modello anglosassone agli uffici «a giornata» sino all’affitto di uffici arredati a tempo prolungato o di uffici «virtuali», che garantiscono quindi esclusivamente la risposta telefonica e la tenuta della contabilità.
«Il nostro contatto di base è un trimestrale, non il classico contratto dell’immobiliare 6+6 che per realtà nuove e soprattutto per le startup è molto impegnativo», spiega Davide Basso che evidenzia come si possano fare anche contratti più lunghi (ad esempio annuali) o molto più brevi, con formule di affitto a tempo che spaziano dal pomeriggio alla singola ora.
«Le formule brevi incidono marginalmente, intorno al 5% del business complessivo, ma credo potranno crescere molto», continua Basso che indugia sulla necessità di ragionare sempre in un’ottica innovativa. «Siamo soddisfatti di dove siamo arrivati, anche perché abbiamo un tasso di occupazione degli spazi che nel 2024 è stato del 98%, ma abbiamo in animo nel prossimo anno di ampliarci di un ulteriore 30%, perché la domanda è tanta», prosegue Basso che assicura un risparmio di circa il 15/20% sulle locazioni con formule tradizionali.



