Calcio

Brescia, tutti i punti in agenda a partire da un accordo ora possibile con Inzaghi

La vicenda è delicata, ma col tecnico si sarebbe aperto uno spiraglio per una intesa d’uscita
Reintegrato ma non nei piani: l’allenatore Pippo Inzaghi - © www.giornaledibrescia.it
Reintegrato ma non nei piani: l’allenatore Pippo Inzaghi - © www.giornaledibrescia.it
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Non c’è stato nemmeno il tempo di metabolizzare la semifinale play off, che il Brescia s’è ritrovato investito dal solito uragano di fine stagione che passa e porta via con sé alcuni protagonisti ingenerando ansia. È il solito «schema Cellino»: tutto normale dunque, dentro un’anormalità che ormai è diventata regola. Ciò di cui c’è bisogno adesso, è qualche segnale - di qualsiasi natura - che consenta di capire che cosa ci sia davvero nell’orizzonte del Brescia. Qualcosa si muove perché nonostante il perdurare del silenzio, Massimo Cellino è segnalato attivo su più fronti. Di certo l’agenda del mese che sta per aprirsi è molto fitta e prevede una lunga serie di questioni da affrontare. Con la sensazione che già questi giorni potrebbero però portare le prime grosse novità.

La questione più spinosa e scottante è relativa alla delicata questione allenatore. Che allo stato attuale è Pippo Inzaghi col timore che il muro contro muro che ha portato alla mossa della sfida del reintegro accettata a testa alta dall’allenatore, possa creare non poche ripercussioni sulla nascita della tribolata stagione. Ma le ultime indiscrezioni raccontano in realtà di significative prove d’intesa tra le parti, addirittura per via di un contatto diretto (favorito dall’intervento di alcuni mediatori che hanno provveduto ad avvicinare le parti e che sarebbe avvenuto nel fine settimana) produttivo tra Cellino e Inzaghi. Una circostanza si cui entrambi gli entourage mantengono il più stretto riserbo dato che c’è un procedimento in corso.

Ma già oggi può essere una giornata decisiva: dopo che il primo tentativo di conciliazione era fallito portando appunto alla forzatura del reintegro, se effettivamente gli avvocati avranno trovato il modo di sviluppare i nuovi presupposti creati dalla rottura del ghiaccio tra presidente e tecnico, potranno comunicare al collegio arbitrale (che diversamente entrerebbe in scena il 3 giugno) di aver raggiunto un accordo. Che porterebbe il Brescia e Inzaghi a separarsi.

Certo, dopo mosse e contromosse degli ultimi giorni, anche un epilogo favorevole e senza una battaglia legale avrebbe a suo modo del clamoroso. Stavolta in positivo. Intanto dietro le quinte, Pep Clotet e Daniele Gastaldello attendono l’evoluzione degli eventi e iniziano comunque a immaginare un ipotetico nuovo Brescia. La cui rosa, tra scadenze e prestiti che rientreranno alla base, è destinata a perdere parecchi petali e avrà bisogno di un deciso restyling. Anche in questo caso, vanno individuati i punti fermi dai quali ripartire. Punti fermi che dovranno risultare fin da subito chiari in modo da costruire intorno ad essi una squadra funzionale.

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Moreo e Tramoni

Hanno chiuso il loro cerchio, in quanto a scadenza (o fine prestito) Perilli, Pajac, Sabelli, Behrami (il suo è un addio al calcio silenzioso), Palacio, Proia, Léris, Bajic, Jagiello e Spalek. Sono in «sospeso» Joronen (a scadenza, ma con opzione di rinnovo biennale da parte del Brescia che la stessa opzione ce l’ha su Ndoj pure lui a fine contratto dopo il prestito di Cosenza) e Cistana. Gli unici due protagonisti di questa stagione, di proprietà rispettivamente di Cagliari ed Empoli, sono Mattéo Tramoni e Stefano Moreo. Il pallino è nelle mani di Cellino che se vuole Tramoni deve spendere 2.500.000 euro e se vuole Moreo deve invece pagare 900.000 euro per il riscatto. Ragionamenti che dovranno, o dovrebbero, essere condivisi anche con un direttore sportivo. Mentre Francesco Marroccu resta nel limbo (i famosi 10 giorni scadranno l’1 giugno) rischiando nel concreto di perdere il Verona, c’è chi si occupa per conto di Cellino di vagliare alcune candidature per la successione. Tra i nomi, oltre a quello di Rino Foschi, Giorgio Perinetti e Roberto Goretti resta un’ipotesi anche Oscar Magoni.

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