È troppo presto per piantare il seme della speranza, in un terriccio che s’è fatto fanghiglia, inzuppato com’è di un sentimento che trascende la delusione, e che continua a pungere con i suoi mille aghi affilati. In qualche modo, però, bisognerà ripartire.
E occorrerà farlo con la convinzione e la volontà che la serie C sia soltanto un porto di transito, magari un’occasione da non sprecare per ripartire da basi diverse, e non d’attracco permanente. Arrampicarsi sullo stesso promontorio dal quale si è appena finito di ruzzolare in appena dodici mesi sarà complicatissimo. Lo dice la storia.



