Nel Botticino c’è un portiere che fa gol con la «7» sulle spalle

Giovanni Gardani
Si chiamo Sebastiano Bera, ed è stato schierato in quella posizione a causa dell’emergenza: «Un’emozione nuova: pensavo di fare più fatica»
Sebastiano Bera in azione - Foto Real Leno
Sebastiano Bera in azione - Foto Real Leno
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C’è qualcosa di più singolare, nel calcio, di un portiere che segna? Sì, ed è un portiere che segna giocando col numero 7, come un vero e proprio giocatore di movimento. La strana domenica di Sebastiano Bera, classe 2004, secondo portiere del Botticino di Seconda categoria, passa da qui. E da una statistica della quale, se non vi saranno altre occasioni eccezionali per abbandonare i pali, potrà fregiarsi: è andato a segno nell’unica presenza sin qui collezionata.

L’occasione

Non solo da giocatore di movimento, ma in generale. «Sin qui ho fatto il secondo del portiere titolare e dunque non avevo ancora visto il campo ma domenica c’è stata questa occasione, nella sfida in casa del Real Leno – spiega Sebastiano –. Avevamo 8-9 infortunati, nel nostro 4-4-2 mancava la seconda punta e mi è stato chiesto, dato che ero l’undicesimo, di giocare lì, provando a raccordare centrocampo e attacco. È stato strano, in panchina è stato pure suggerito al fotografo della società di casa di fare tanti scatti al sottoscritto, perché chissà quando ricapita di giocare ancora col numero 7. Certo, non avrei mai immaginato di segnare anche la rete della sicurezza».

Emozione nuova

Com’è stato il gol? «Sono stato bravo a seguire l’azione, la palla è arrivata in mezzo e io l’ho toccata in porta. Un gol facile per chi è abituato, per me un’emozione nuova, mai provata prima. Fuori dai pali avevo giocato soltanto nei Pulcini, poi dai 9 anni ho sempre fatto il portiere, anche nei tornei estivi e nelle amichevoli».

Gol a parte, come ti sei trovato? «Pensavo di fare più fatica. Io stesso avrei chiesto al mister di mettermi più lontano possibile dalla mia porta, perché so bene che un errore in difesa può costare più caro di un errore davanti. Però il caso ha voluto che mancasse proprio la seconda punta nello scacchiere titolare e così le due esigenze si sono sposate. Ho avuto il supporto dei miei compagni, della prima punta e dei mediani in particolare, che mi hanno consigliato cosa fare e come muovermi. Piano piano mi sono abituato».

Il futuro

Sei pronto a rifarlo? «No, direi che torno a fare il portiere, a meno che non ci sia bisogno di me. Domenica prossima dovrebbero rientrare alcuni infortunati. Magari in panchina potrei essere schierato come giocatore di movimento così da poter fare il doppio ruolo nel caso ci fosse bisogno. È un escamotage che abbiamo pensato».

E in campionato, come sta andando? «Ci siamo ripresi dopo un periodo difficile. La salvezza, da neopromossi, è il primo obiettivo e non è lontano. I play off, distanti 7 punti – conclude – sono un piccolo sogno. Vedremo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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