Volley

Gloria Baldi, il viaggio di andata e ritorno della pallavolista bresciana

Quella notte in Champions, poi la fascia della Millenium le disavventure in Italia, lo stop e la ripresa dal basso
Gloria Baldi - Foto Stefano Facchetti
Gloria Baldi - Foto Stefano Facchetti

La distinguevi subito alle partite della Millenium Gloria Baldi, per il suo 1.85 di altezza, il talento e quella fascia che molto la inorgogliva. Lei, bresciana, capitana della squadra della propria città, con cui dalla B2 è salita fino alla A2, onorata con un piazzamento ai play off nel 2016-2017. «Avrei potuto proseguire nel club in cui ero cresciuta - ricorda -, anche se le mie giornate non erano semplici. Solo grazie alla sensibilità della mia azienda riuscivo a conciliare lo sport col lavoro. Allora decisi di darmi al professionismo per capire se la pallavolo poteva diventare la mia vita. Le offerte non mancavano e sono stata via tre anni. Intensi, indimenticabili, ma anche molto sfortunati».

A Pesaro, in A1, si trovò come compagne di squadra campionesse del calibro di Lisa Van Hecke e Freya Aelbrecht. «Allenandomi con loro progredivo giornata dopo giornata. Non partii titolare, però nel corso della stagione mi conquistai sempre maggior spazio». Tutto bello, arrivarono i play off. «Solo che la società fu travolta da guai finanziari e ci vennero retribuite solo poche mensilità». Nel 2018-2019 eccola a Trento, per un torneo d’alta classifica in A2. «Purtroppo me lo sono goduto poco perché mi ruppi il crociato e tante partite le vidi dalla tribuna».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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