Gloria Baldi, il viaggio di andata e ritorno della pallavolista bresciana

La distinguevi subito alle partite della Millenium Gloria Baldi, per il suo 1.85 di altezza, il talento e quella fascia che molto la inorgogliva. Lei, bresciana, capitana della squadra della propria città, con cui dalla B2 è salita fino alla A2, onorata con un piazzamento ai play off nel 2016-2017. «Avrei potuto proseguire nel club in cui ero cresciuta - ricorda -, anche se le mie giornate non erano semplici. Solo grazie alla sensibilità della mia azienda riuscivo a conciliare lo sport col lavoro. Allora decisi di darmi al professionismo per capire se la pallavolo poteva diventare la mia vita. Le offerte non mancavano e sono stata via tre anni. Intensi, indimenticabili, ma anche molto sfortunati».
A Pesaro, in A1, si trovò come compagne di squadra campionesse del calibro di Lisa Van Hecke e Freya Aelbrecht. «Allenandomi con loro progredivo giornata dopo giornata. Non partii titolare, però nel corso della stagione mi conquistai sempre maggior spazio». Tutto bello, arrivarono i play off. «Solo che la società fu travolta da guai finanziari e ci vennero retribuite solo poche mensilità». Nel 2018-2019 eccola a Trento, per un torneo d’alta classifica in A2. «Purtroppo me lo sono goduto poco perché mi ruppi il crociato e tante partite le vidi dalla tribuna».
L’anno dopo, con la maglia del Cuneo, un’altra chance in A1. «Torneo interrotto dal Covid e mai più ripreso. Allora capii che troppi eventi negativi forse rappresentavano un segnale. Mollai tutto, immalinconita dalla situazione che si era creata con la pandemia e anche da un grave lutto familiare. Tornai a Brescia e non toccai più un pallone». La fantasia che l’ha caratterizzata nello sport l’ha allora trasmessa nella professione, con la decorazione personalizzata di scarpe. Molti le riconoscono uno spiccato talento artistico, lo stesso che metteva in campo. Il suo slogan? «Ci piace lasciare il segno».
E ha voluto tracciarne un altro anche nella pallavolo, tornando in campo dopo due ani di stop - nel 2022-2023 - con la maglia della Promoball Maclodio in B2.
Nuovi orizzonti

Altra categoria, stessa passione. «Mi sono subito trovata bene in una dimensione familiare e al tempo stesso molto professionale». Dice di lei il general manager Luca Giacomelli, che più di tutti ha creduto nel suo ritorno al volley: «Gloria per noi è un valore aggiunto. Non solo per quello che dimostra in campo, ma anche per l’esempio che rappresenta per le più giovani». Baldi ha portato anche la propria mentalità vincente: mai retrocessa in carriera, solo promozioni o qualificazioni ai play off e anche un illustre, lontanissimo, precedente in campo internazionale.
«Pur avendo come esempio in casa quello di papà Giorgio, ex giocatore, ho cominciato solo a 16 anni nelle file dell’Iseo, assieme a Sara Alberti, ora a Scandicci in A1. Fummo subito notate dalla Foppapedretti Bergamo, facevamo le giovanili e ogni tanto ci convocavano in prima squadra».
Fino a quando Gloria fu schierata addirittura in Champions League, in Turchia contro il Fenerbahce. «Mancavano Ortolani, Piccinini, Arrighetti, Bosetti, Lo Bianco, tutte reduci dal Mondiale. Altrimenti non avrebbero mai pensato a me - sorride -. Però fu un’esperienza entusiasmante per una diciassettenne, a partire dal viaggio in aereo fino al pernottamento in albergo. C’era un tifo incessante, scandito dal suono interminabile di trombette. Misi a terra 2-3 palloni e mi sentii la ragazza più felice del mondo». Scrisse di lei allora un quotidiano sportivo: «La giovanissima Baldi non si è fatta intimorire».
Oggi, a 30 anni, certe partite le gioca davanti a poche decine di spettatori. «Per me non è cambiato alcunché. Gli occhi sono sempre sul campo, sulle mie compagne e sulle avversarie. Vincere è sempre il frutto di un lavoro collettivo che comincia dagli allenamenti in settimana, e questo vale ovunque, in ogni categoria». Ora l’obiettivo è provare la gioia di un’altra promozione, grazie al felice avvio di stagione che ha portato la Promoball in vetta alla B2. Ma la cosa più importante è che Baldi – lasciatasi ormai alle spalle le amarezze del passato - ha scoperto quanto sia inestinguibile il suo amore per la pallavolo.
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