Truffò Luca Saleri: condannato John Gaethe Visendi

È stata una truffa. Non è più una sensazione e nemmeno un’ipotesi accusatoria. Lo ha stabilito il tribunale di Brescia che ieri, quasi sette anni dopo quel periodo di fuoco tristemente indimenticabile, ha condannato ad un anno e otto mesi, e al pagamento alla vittima del raggiro di un risarcimento di 30mila euro, John Gaethe Visendi, l’uomo chiamato nell’estate del 2014 da Gino Corioni per provare a salvare il Brescia nel momento più difficile della sua storia.
Piano, «illustrato con una conferenza stampa ed interviste ai giornali» come si legge agli atti, che Visendi avrebbe voluto portare a termine attraverso la creazione di Newco, «che doveva rilevare il Brescia calcio». Un progetto rimasto però solo sulla carta, tanto che la Newco non era mai nemmeno nata. A farne le spese era stato Luca Saleri, all’epoca vicepresidente del club, che «convinto da Visendi della serietà dell’iniziativa e indotto in errore» aveva versato per far parte del nuovo sodalizio 30mila euro al manager che anni prima era diventato famoso per aver lanciato in Italia il marchio intimo Roberta, con il lato B di Michelle Hunziker, testimonial sui cartelloni pubblicitari di tutta Italia.
Luca Saleri, rappresentato in aula dall’avvocato Carlo Beltrani e che era stato ascoltato nelle udienze precedenti come parte civile dopo aver dato il via all’indagine sporgendo denuncia, aveva versato i 30mila euro mediante un assegno incassato il 27 giugno 2014 da Michela Crescenti, cognata di Visendi e coimputata nel processo che si è concluso ieri. La donna è stata assolta da ogni accusa perché di fatto ha solo accettato l’assegno per conto del parente manager. A scagionarla era già stata Antonella Corioni sentita in fase di indagine: «Lei non ha mai partecipato agli incontri quell’estate» aveva detto riferendosi a Michela Crescenti, residente ad Ospitaletto proprio come la famiglia Corioni.
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