È proprio vero non è tutto oro quello che luccica. Perché può luccicare alla grandissima anche l’argento. Che brilla così tanto al collo di Vanessa, da sembrare un sole capace di illuminare anche la notte di Linate, quella nella quale la Ferrari torna in Italia non più solo da Cannibale, ma da autentica leggenda olimpica. Lei, che con i suoi 31 anni l’ha spiegata a tutte. Compresa Jade Carey: la ginnasta Usa ha tolto all’eterna ragazza la gioia delle gioie, ma pure lei come chiunque si è portata a casa una lezione pratica di cosa voglia dire essere campionessa al costo di farsi divorare i tendini per inseguire un’ossessione. E attenzione perché potrebbe anche non essere finita qui.

L'arrivo a Linate di Vanessa Ferrari
Attenzione davvero: perché con quel mito di ragazza lì, nulla è mai scontato. Al punto che
Parigi 2024 al momento non è un pensiero tabù. Certo, sconfineremmo nel paranormale (a patto di non esserci già), ma sta di fatto che Vanessa sull’opzione
quinta Olimpiade, a freddo come a caldo non chiude la porta a tripla mandata. Anzi... Se a quel «C’è sempre Parigi per pensare all’oro» detto da Enrico Casella nel post argento, la Ferrari aveva risposto con delle risatine e un «mi fanno male i piedi», ma senza dire un no secco, ieri a precisa domanda ha risposto: «Il mio obiettivo era questa Olimpiade. Ora devo riposarmi un po’ e cercare di capire
cosa potrà rendermi felice. Vedremo, deciderò».