Rugby, Izekor: «Con Calvisano rivoglio la Nazionale»

Capodanno tra quarantene e attese per il Transvecta Calvisano che oggi, esito dei tamponi permettendo, riprende ad allenarsi in vista dei prossimi appuntamenti: le partite di Coppa Italia con il Rovigo e il Viadana (il 15 e 22 gennaio) e quella di campionato con il Mogliano (29 gennaio) seconda giornata di ritorno del Top10.
Il 2021 ha visto Alessandro Izekor protagonista dell’anno solare. Il giocatore, con 10 mete, è stato il secondo miglior marcatore della squadra nell’arco dei dodici mesi appena trascorsi e pare abbia attirato l’attenzione di numerosi club, in Italia e all’estero.
Izekor, è lei l’uomo copertina del Transvecta 2021?
«Non mi allargherei tanto, preferisco restare umile, testa bassa e fare la mia parte».
Eppure l’anno per lei è stato particolarmente positivo tra club e nazionali.
«Quello di sicuro, onestamente non mi aspettavo tante attenzioni e neanche le convocazioni con la nazionale emergenti. Per me sono stati momenti di grande emozione».
Partiamo dal Calvisano, però, i cui risultati sono stati meno entusiasmanti del previsto.
«La squadra si è rinnovata molto durante l’estate e ci sono molti giovani. Secondo me dobbiamo solo trovare l’affiatamento e la convinzione, perché sulla carta non vedo nessuna squadra superiore alla nostra. Penso che in alcuni momenti sia stata una questione soprattutto di testa, di concentrazione, ci stiamo lavorando, sono sicuro che ne verremo a capo in questa seconda parte della stagione».
Intanto lei si è messo in mostra con alcune mete spettacolari, in una recente intervista anche il CT della nazionale Kieran Crowley ha parlato di lei. Ha detto che è stato colpito dalla sua potenza ma che ha ancora molto da imparare, soprattutto in difesa, e che la tournee estiva in Georgia e Romania potrebbe essere l’occasione per testarla a livello internazionale. Le manca un po’ di comprensione del gioco?
«Non credo sia una questione di comprensione. Se così fosse non sarei stato in grado nemmeno di segnare le mete che ho segnato, in quei casi devi essere al posto giusto al momento giusto. Qualche volta può essere fortuna ma non sempre. Certo in difesa devo migliorare, ma non perché non ne conosca le dinamiche e l’organizzazione: a volte sbaglio il gesto, placco con le mani invece che con le braccia e la spalla. Devo lavorare molto su quello».
I due momenti più significativi dell’anno appena trascorso.
«La semifinale con il Rovigo. Sognavo di giocare una partita così. Sognavo quella emozione. Credo sia stata una delle mie migliori prestazioni anche se non ho segnato. E poi le convocazioni con la nazionale Emergenti, la meta contro la Romania A a Parma. Troncon (il tecnico della formazione, ndr) mi ha fatto i complimenti ma mi ha anche detto di non montarmi la testa».
E lei se la monta?
«Per niente».
Neanche adesso che la cerca il Treviso?
«Di questo non so niente. Mi hanno detto che c’è stato anche un interessamento dello Stade Français…».
E lei dove vorrebbe andare?
«Benetton, Zebre, sono tutte mete allettanti, ma c’è qualcuno a cui non piacerebbe Parigi…?»
Due auguri per il 2022, uno sportivo e uno no.
«Indossare la maglia della nazionale maggiore. E migliorare nelle relazioni sociali».
Compresa la sua fidanzata?
«Ecco, mi riferivo anche a quello. Mi dice che penso solo al rugby. Le ho spiegato che il rugby è la mia vita, un’occasione senza pari. Ma forse non sono riuscito a farmi capire, devo diventare più bravo anche da quel punto di vista».
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