Rugby

Rugby in quartiere, dove si costruisce l'uomo prima del giocatore

Al campo in bicicletta e quel senso di comunità perfetto per crescere come atleti e persone
Il rugby è agonismo e lealtà, a qualsiasi età - © www.giornaledibrescia.it
Il rugby è agonismo e lealtà, a qualsiasi età - © www.giornaledibrescia.it

Non c’è impresa sportiva che non sia legata al teatro che l’ha celebrata. Il tricolore di rugby vinto da Brescia nel 1975 sarà per sempre abbinato al campo di via Collebeato - ora chiamato Bruno Menta - che ospitava le partite casalinghe della Concordia. Uno dei protagonisti di allora ci ha lasciato da pochi mesi. Fu un campione anche nella vita Roberto Pegoiani che, negli ultimi tempi, mentre lottava contro la malattia portava la palla ovale nelle carceri, offrendo poi un’opportunità di lavoro a chi ne usciva. L’eredità morale e sportiva di quei formidabili uomini è stata raccolta sullo stesso terreno di gioco da un altro club cittadino, ed è quello del Fiumicello, che il suo scudetto lo vince ogni anno, con la divulgazione di questo sport fra i ragazzi.

Allentatasi la stretta delle norme anti-Covid, la società da qualche settimana ha riaperto l’impianto, orgogliosa dei suoi numeri. Più di 200 ragazzi tesserati, squadre per ogni età, una ventina di allenatori, genitori che fanno da tutor e lo sport riportato alla dimensione di una volta, quella del quartiere. Anche se c’è chi proviene da Collebeato, Nave, Concesio e da altri paesi dell’hinterland, molti i ragazzi che raggiungono l’impianto a piedi o in bicicletta, a due passi da casa. Un esercito in movimento animato dal passaparola, dallo spirito di emulazione, dalla voglia di provare cose nuove.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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