I 50 anni del Rugby Rovato: un cammino di sacrifici e ambizioni

Giù il cappello davanti ai pionieri. Il Rugby Rovato ha voluto dare il via al lungo anno dedicato a celebrare i suoi cinquant’anni di storia, rendendo omaggio a quel gruppo di granitici giocatori che nel 1976 costituì il club. Ieri sera, nella club house dello stadio «Pagani», si è riavvolto il nastro di un cammino fatto di sacrifici e ambizioni. Il percorso, denominato «Viaggio del Condor», richiama il simbolo che da sempre identifica il club.
Passaggi
Un primo momento significativo era già arrivato allo stadio Olimpico, in occasione di Italia-Scozia del Sei Nazioni, quando al presidente Giuseppe Pagani è stato consegnato dalla Federazione il cap celebrativo del cinquantesimo. Nel corso della serata di ieri il giornalista Gianluca Barca, affiancato da Daniele Calabria, ha ripercorso con i protagonisti le tappe della storia rossoblù. Il club nacque nel 1976 dall’intuizione di un gruppo di studenti coordinati dal professor Elvio Simonato, sostenuti dalla passione di Luigi Mondini e dall’appoggio della famiglia Pagani. La crescita fu rapida: serie C nel 1978, cadetta nell’85 e serie A nel ’97. Negli anni successivi il Rovato sfiorò il Super 10, poi centrato con il Rugby Leonessa. Dopo una fase turbolenta, nella stagione 2023/’24 è iniziato un nuovo ciclo e oggi i franciacortini guidano la B. Con emozione dirigenti, fondatori e giocatori storici hanno ripercorso gli anni pionieristici.
Tra gli interventi quelli di Fausto e Flavio Pagani, del fondatore Elvio Simonato e degli storici giocatori Botticini, Baresi, Rivetti, Baroni, Muratori e Cornwall. E i saluti a distanza di tecnici e atleti quali Vaea, Romano, Turrisi, Wakarua, Borra, Pisati, Filippini. Il primo capitano della storia, Giancarlo Baroni, ha simbolicamente passato il cap celebrativo – consegnato in occasione del Sei Nazioni – all’attuale capitano Marco Galli. «Vedere tutta questa strada compiuta dal Rovato da quel giorno è una vera emozione», ha detto Baroni.
«Onoreremo la storia», le parole di Galli. Il presidente Giuseppe Pagani ha sottolineato: «La prima parola è orgoglio. Il cinquantesimo sarà un percorso lungo tutto l’anno, con uno sguardo rivolto a famiglie, giovani e territorio». Il direttore tecnico Pierangelo Ceretti ha raccontato: «Sono cresciuto quando Rovato militava in A e alleno la seniores. Questo gruppo in B può ottenere qualcosa di grande: nel ’97 molti arrivavano da fuori, oggi è tutto vivaio». Presentato infine il calendario delle iniziative: tra gli appuntamenti anche la visita del ct della Nazionale Gonzalo Quesada, atteso a Rovato il 20 maggio.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
