A scatola chiusa. Il libro «I quattro Gianni e lo sport di Repubblica» (Edizioni Minerva), si dovrebbe comprare così, come la marmellata Arrigoni negli anni Settanta: sulla fiducia.
Per il valore dei protagonisti, innanzi tutto, i quattro Gianni, giganti di un giornalismo che non ha nulla da invidiare alla letteratura. Brera, Mura, Clerici, Minà. Anche soltanto così, leggendone i nomi mettendoli in fila, pare l’album Panini dei fuoriclasse della scrittura. Dopo i tre tenori, i quattro cantori: di sport e pure di vita. Non per caso furono scelti come firme nel giornale fondato da Scalfari, per raccontare un’umanità che fino ad allora era rimasta sulla soglia.



