Léris trascinatore, Linner indeciso: le due facce del «fattore L»

Il fattore L. Che da una parte ti premia e dall’altra ti toglie. Elle come Léris, autentico spaccapartita, ma elle anche come Linner, in difficoltà all’esordio tra i pali. Le due facce della serata beffa del Rigamonti hanno il volto dell’esterno d’attacco nel bene, e del portiere subentrato a Joronen nel male.
Léris, come già accaduto ad Alessandria ha sbloccato la partita nel momento chiave, quando la squadra stava soffrendo. Ma anche prima del gol del momentaneo 1-0, l’ex Sampdoria era stato il più pericoloso della banda di Inzaghi. Mandando in tilt la difesa del Crotone ad ogni accelerata e mettendo sul prato il solito carico di potenza, corsa e tecnica. Non è stata sicuramente la rete più difficile della sua carriera, ma come si dice in questi casi, «bisogna comunque esserci» e Léris c’era. Così come nella ripresa non ci ha pensato due volte quando ha sparato in porta a colpo sicuro in diagonale, trovando la pronta risposta di Festa che gli ha negato la doppietta. L’unico neo della sua serata è stata l’occasione gettata al vento sul finale di match quando, imbeccato in area da Palacio, Léris arriva stanco alla conclusione e manda sull’esterno della rete il pallone del possibile 3-2.
Si immaginava sicuramente un esordio italiano diverso Oscar Linner, estremo difensore lanciato nella mischia da Inzaghi ad inizio di secondo tempo al posto di Joronen, messo ko dall’intervento da cartellino arancio di Nedelcearu e sulle cui condizioni si avranno certezze solo oggi dopo gli accertamenti in ospedale dove è stato portato all’intervallo. Premessa doverosa: per un portiere non è mai facile entrare in corsa, ma la sensazione è che l’ingresso di Linner abbia fatto saltare gli automatismi difensivi. Anche perché è stato lui il primo a non dare sicurezza al reparto. Lo si è visto in un paio di uscite alte con troppa timidezza e poi in occasione del pareggio calabrese. Se non ha infatti colpe sul primo gol di Mulattieri, lanciato a rete e senza avversari attorno, l’esterno difensore svedese poteva e doveva fare meglio sul secondo centro del numero nove ospite. Un’azione nata da un corner sul quale Linner sta prima inchiodato sulla linea di porta, poi sul secondo traversone va a spasso per l’area seguendo il pallone che si sposta da sinistra e destra e infine decide di uscire quando si accende la mischia e viene sorpreso dal tocco di Mulattieri.

Non quindi una serata da incorniciare per Linner che era arrivato a Brescia in estate nel pieno del caso Joronen e quindi convinto di fare il titolare. Si è ritrovato in panchina con la permanenza del finlandese e alla prima chiamata non ha lasciato il segno nei momenti più importanti della sfida. Probabilmente Linner avrà subito, già lunedì sera, la chance di rifarsi se Joronen dovesse alzare bandiera bianca per la trasferta di Frosinone.
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