Fiamma olimpica, a Iseo tre ciclisti olimpici tedofori d’eccezione

Il passaggio della torcia olimpica nella nostra provincia sabato 17 gennaio rappresenta anche un momento di riflessione, di unione e pace in nome dello sport. Ma può anche suscitare ricordi di imprese e personaggi storici ed essere utile alla promozione del territorio.
Fra Bergamo e Brescia
Il passaggio della fiamma olimpica fra Bergamo e Brescia, gemellate come capitale della cultura 2023 e unite da una ciclovia da sviluppare e incrementare nei servizi turistici collegati. Proprio la bici, che nei territori di Bergamo e Brescia gode di una lunga e storica tradizione e un alto numero di praticanti, potrà essere un comune denominatore di questo passaggio della fiamma olimpica sul nostro territorio.
In particolare a Iseo vedrà protagonisti come tedofori nel territorio comunale ben tre ex ciclisti olimpionici. Il tratto Sarnico Iseo rappresenta un passaggio altamente significativo, non solo per la suggestione paesaggistica, ma anche per il profondo legame con la tradizione sportiva del territorio, da anni punto di riferimento per il ciclismo e per la prestigiosa gara internazionale di Mtb che qui si svolge.
I tedofori ciclisti
Il tedoforo numero 71 della giornata sarà Beppe Manenti, che partecipò alla spedizione olimpica di Los Angeles 1984 con il quartetto della 100 km che tornò a casa con la medaglia d’oro, ma è soprattutto conosciuto dai bresciani e bergamaschi come grande promotore della mountain bike con la gara internazionale con partenza e arrivo a Iseo dapprima con la denominazione di GimondiBike oggi intitolata alla memoria di Dario Acquaroli e in Bergamo per la famosa gran fondo con bici da strada.
Il tedoforo successivo, il numero 72 della giornata, nemmeno a farlo apposta è un altro ex ciclista, il bergamasco Mirco Gualdi, ex campione del mondo dei dilettanti ma soprattutto partecipante alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 per la gara su strada che vide il trionfo azzurro con il compianto Fabio Casartelli.
«Riceverò il testimone da Manenti con il quale ho collaborato, quando lavoravo in Bianchi, nei primi anni della Gimondibike, al termine di viale Repubblica, tradizionale punto di partenza e arrivo per la gara internazionale di mtb, e proseguirò per altri 200 metri. Lo dichiaro fin da subito – sottolinea Gualdi – che percorrerò il tratto molto lentamente per godermi ogni metro di questo momento emozionante. Un pensiero correrà sicuramente ai compagni di quell’avventura olimpica nel 1992 che non ci sono più. Oltre al sottoscritto, in quella nazionale c’era il comasco Fabio Casartelli, morto tre anni dopo da professionista sulle strade del Tour de France e il veneto Davide Rebellin, grande campione scomparso nel 2022 schiacciato dalle ruote di un tir mentre si stava allenando. Quando ho presentato la mia candidatura per portare la fiamma olimpica pensavo mi selezionassero per il territorio di Bergamo dove la fiamma approderà il 2 febbraio, invece è avvenuto prima, ma va bene così».
Non sono i soli ciclisti impegnati nella giornata con la fiamma olimpica. Infatti a ricevere il testimone da Mirco Gualdi ci sarà Fabrizio Bontempi, ciclista professionista, ex direttore sportivo della Lampre e ora direttore tecnico della Federciclismo e fu olimpionico a Seul nel 1988 dopo aver vinto la preolimpica su strada a Renaix in Belgio.
Prima dell’avvicinamento a Iseo inoltre ci saranno invece tedofori in bicicletta i rappresentanti ciclisti del Gruppo Nulli Guber Banca che percorreranno in bicicletta nel primo pomeriggio un tratto della ciclabile Vello Toline che si presta ad immagini ad alto contenuto spettacolare.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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