Sport

Fiamma olimpica a Brescia, le ultime due tedofore: «Sensazione diversa»

Mario Nicoliello
Vanessa Ferrari e Margherita Porro: «È stato speciale, abbiamo saputo che avremmo acceso il braciere soltanto un paio d’ore prima»
  • L'accensione del braciere in piazza Vittoria
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • Margherita Porro e Vanessa Ferrari
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • Margherita Porro e Vanessa Ferrari
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • Margherita Porro e Vanessa Ferrari
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • Margherita Porro e Vanessa Ferrari
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it
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Una ginnasta e una velista, una che ai Giochi olimpici è salita sul podio e che ha già concluso l’attività agonistica, l’altra che i cinque i cerchi ancora li sogna, sebbene il suo terreno di battaglia sia al momento distante da quella meta. Vanessa Ferrari e Margherita Porro, unite idealmente dalla fiamma olimpica di Milano-Cortina.

È toccato all’argento al corpo libero di Tokyo 2021 e alla vincitrice della Coppa America femminile 2025 con Luna Rossa concludere la staffetta del fuoco in piazza Vittoria, facendo brillare il calderone che ha illuminato di olimpismo la fredda notte di Brescia.

Le parole

«L’essere semplicemente tedofora sarebbe stato bello e importante, ma accendere anche il braciere è stato speciale. Il fuoco è un simbolo che racchiude i valori dello sport e la storia passata, presente e futura dei Giochi», spiega Ferrari, per la quale l’emozione di reggere la torcia è differente da quella provata in gara, «per via della preparazione svolta e della pressione che hai quando devi fare un esercizio. Sono felice di essere stata scelta per questo ruolo grazie ai miei risultati sportivi».

Medesimi sentimenti espressi anche dalla velista clarense: «Durante una regata sei in una bolla, concentrata su quello che devi fare, qui invece senti il calore del pubblico. La fiamma olimpica mi ha spinto a iniziare a fare sport, perciò i Giochi restano un sogno nel cassetto. Se fossi andata alle Olimpiadi a Parigi non avrei potuto partecipare all’America’s Cup a Barcellona e non l’avrei vinta. Nella difficoltà ho trovato quindi l’opportunità. Non so se già nel 2028 ci possano essere le condizioni per andare ai Giochi».

La sorpresa

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L'accensione del braciere in piazza Vittoria

Entrambe hanno scoperto solo nel pomeriggio di essere le ultime tedofore: «Sapevo che avrei corso in piazza Loggia, ma non immaginavo di essere alla fine con Vanessa. Ce lo hanno detto un paio d’ore prima», svela Margherita. Mentre Vanessa lancia un messaggio preciso: «Fate sport perché fa bene».

Pur non essendo atlete di discipline invernali, ambedue seguiranno le gare di Milano-Cortina: «Quando avrò tempo mi metterò davanti alla tv e farò il tifo», chiosa la ginnasta. Mentre la timoniera del team griffato Prada va oltre: «Li seguirò da Cagliari, in particolare lo sci alpino, che ho praticato da bambina. Auguro all’unico nostro rappresentante in gara (Giovanni Franzoni, ndr) di tirare fuori la cazzimma che abbiamo noi bresciani».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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