Cori razzisti dalla Curva, mille euro di multa all’Union Brescia

Pronunciati «uh,uh,uh,uh» nei confronti di un calciatore della Pro Patria. Se l’episodio si ripeterà scatterà la chiusura del settore
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

La Curva nord al Rigamonti
La Curva nord al Rigamonti

Mille euro di multa alla società e se l’episodio dovesse verificarsi nuovamente sarà disposta la chiusura della Curva. Lo ha deciso il Giudice sportivo dopo alcuni cori razzisti partiti dalla Curva Nord durante Union Brescia-Pro Patria.

La ricostruzione

Al 36’ del secondo tempo, mentre un calciatore ospite si preparava a battere un calcio d’angolo, «una decina di tifosi bresciani si è avvicinata alla recinzione e ha intonato versi di discriminazione razziale («uh uh uh uh», imitazione della scimmia)» è stato messo a verbale. Nel settore erano presenti circa 2.581 spettatori.

«I cori – scrive il giudice sportivo – sono stati percepiti dal collaboratore della Procura federale, posizionato tra le panchine, e dall’assistente arbitrale». Per il Giudice si tratta di una condotta «grave e deprecabile», con «univoco e inconfutabile significato discriminatorio», rientrante nelle violazioni dell’articolo 28 del Codice di giustizia sportiva.

Le sanzioni

Alla società sono state inflitte: una gara casalinga con la Curva Nord chiusa al pubblico un’ammenda di 1.000 euro.

La chiusura del settore è sospesa per un anno: in caso di nuova violazione analoga, la sanzione diventerà esecutiva e si aggiungerà a quella eventualmente irrogata per il nuovo episodio.

La presa di posizione della società

In serata è arrivato un comunicato dell’Union Brescia relativamente a quanto deciso dal giudice sportivo. 

«Il Club condanna con assoluta fermezza tali comportamenti, riconducibili a una ristretta minoranza di individui, che risultano inaccettabili e totalmente incompatibili con i valori di rispetto, inclusione e responsabilità che Union Brescia promuove quotidianamente dentro e fuori dal campo.
Il razzismo non appartiene allo sport, non appartiene alla città di Brescia e non rappresenta in alcun modo la stragrande maggioranza dei nostri tifosi, che sostengono la squadra con passione e correttezza.
Union Brescia si dissocia pertanto in modo netto da quanto accaduto e ribadisce il proprio impegno concreto nel contrastare ogni forma di discriminazione.
Il Club, in collaborazione con le autorità competenti e con gli organismi preposti, si riserva inoltre di adottare tutte le misure necessarie e di agire nelle sedi e con le modalità opportune nei confronti dei responsabili, affinché simili episodi non abbiano più a ripetersi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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