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Colbrelli sul podio di Parigi col team nel suo miglior Tour

Il campione di Casto contribuisce al successo della Bahrain nella classifica a squadre, conclude terzo nella classifica a punti
Sonny Colbrelli - © www.giornaledibrescia.it
Sonny Colbrelli - © www.giornaledibrescia.it
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Il timbro del belga Wout Van Aert sigilla con una volata sui Campi Elisi l'edizione 2021 del Tour de France, una prova molto dura dominata dallo sloveno Tadej Pogacar che per la seconda volta consecutiva iscrive il suo nome nell'albo d'oro. Un exploit per il quasi 23enne del Team Emirates che ormai non sorprende più per la sua superiorità.

Sonny Colbrelli non può dirsi completamente soddisfatto, ma non è stato neppure un brutto Tour.

«Se avessi vinto una tappa sarebbe stato un Tour da incorniciare - dice il corridore bresciano - invece così resta l’amaro in bocca. Finisco la corsa senza il mio cellulare per quella disgraziata perquisizione e requisizione della Gendarmerie nell’hotel dove ero alloggiato con la squadra e con un ginocchio dolorante, che mi costringerà ad un periodo di stop per recuperare in vista degli appuntamenti di settembre».

Sul piatto della bilancia in positivo per Colbrelli ci sono due podi inattesi in tappe di montagna con fughe da lontano, lui che di fughe non ne ha quasi mai fatte in carriera da professionista. «Non sono mai riuscito a prender parte veramente a nessuna volata, ma mi sono inventato nelle fughe. È stato senza dubbio per me un Tour diverso, corso in maniera diversa. Probabilmente il campionato italiano mi ha aperto un nuovo modo di correre. È probabile che avendo perso smalto in volata abbia acquisito più forza in salita».

Questo periodo apre uno scenario diverso per la carriera di Sonny Colbrelli che è in scadenza di contratto e dovrebbe rinnovare con la Bahrain dopo i buoni risultati ottenuti finora in questa stagione. Un modo di correre che potrebbe tornare utile al campione italiano per cercare di aggiudicarsi una grande classica, obiettivo che è alla sua portata. Sempre in chiave positiva c’è da considerare la lotta per la maglia verde che lo ha visto impegnato fino all’ultimo e dove ha concluso al terzo posto alle spalle di Cavendish e Matthews.

«Ho trovato quest’anno un redivivo Cannonball che è stato eccezionale in volata, supportato da una squadra fenomenale per vincere le tappe. Ho cercato di impegnarmi anche negli sprint intermedi per racimolare punti, ma è stato molto impegnativo e dispendioso dal punto di vista fisico. Con una vittoria di tappa sarebbe stato più semplice competere». Può consolarsi con la vittoria nella classifica a squadre. «Sì, noi della Bahrain abbiamo fatto un grande tour, abbiamo vinto tappe, indossato seppur per pochi giorni la maglia a pois, e attirato tante invidie. Questo spiega ma non giustifica il blitz della polizia francese nel nostro albergo. Se ci penso ancora mi viene una grande rabbia».

A livello individuale il Tour si è concluso con il 52esimo posto nella classifica generale, mai così in alto nei grandi Giri effettuati. «Sì perchè gli altri anni curavo solo le volate e le tappe adatte a me, poi in salita staccavo la spina. Qui invece dovendo lottare per i traguardi volanti per la maglia verde ho insistito di più per tenere in salita. Ed ho ottenuto un secondo e un terzo posto in tappe di montagna. Per certi versi sono stupito anch’io». Sulla bilancia in negativo invece...«Ancora una volta non sono riuscito a vincere una tappa, ma almeno sono stato protagonista e credo di avere onorato al meglio la maglia tricolore che la squadra mi ha confezionato ben visibile. Avrei voluto una vittoria di tappa anche per onorare la vittoria della Nazionale italiana di calcio agli Europei». Ed ora? «Devo riposare, è stato un Tour dispendioso e faticoso per me e devo mettere a posto il ginocchio che ho battuto in una caduta e poi un principio di tendinite che mi infastidisce».

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