Tappa strana quella di ieri, direi anzi sfortunata vista la caduta. La scelta di giuria e organizzatori è stata quella meno difficile da prendere, ma probabilmente anche la più sensata, che alla fine credo abbia fatto felici tutti, corridori compresi. Giusto arrivare ad avere un vincitore a Napoli, che se poi andiamo a vedere i migliori velocisti hanno comunque battagliato.
Credo però che la testa di molti fosse già alla tappa di oggi, perché è come se iniziasse il Giro con qualche salita vera e propria da Castel di Sangro a Tagliacozzo. Ed è strano che si sia arrivati a venerdì, a quasi una settimana dal via, per vedere qualche ascesa degna di tal nome. Le prime tappe in Albania erano state preannunciate come abbastanza dure, ma alla fine non è stato così. Una volta tornati in Italia, c’è stato pane per i denti dei velocisti.
Da oggi quindi mi aspetto l’inizio della battaglia tra gli uomini che ambiscono alla vittoria finale: penso a Roglic, Ayuso, Tiberi, con la speranza che siano protagonisti subito e non aspettino eventualmente gli ultimi chilometri. Allo stesso modo però vorrei che si facessero vedere gli italiani: potrebbe essere la tappa buona per Ciccone che corre sulle strade di casa. Pedersen? Immagino che non sarà più in rosa, ma credetemi lo rivedremo molto presto.



