Volata doveva essere e volata è stata, anche se «sporcata» da una maxi-caduta dopo il triangolino rosso. La prima tappa 109esimo del Giro d’Italia, scattato oggi da Burgas in Bulgaria, si è chiusa con la vittoria di Paul Magnier. Il velocista francese della Soudal Quick-Step ha anticipato il danese Tobias Lund Andresen (Decathlon) ed il britannico Ethan Vernon (Nsn) in un sprint a ranghi ridottissimi: oggi il ventiduenne francese partirà con la maglia rosa sulle spalle, delusione invece per Jonathan Milan (Lidl-Trek), quarto al traguardo e rimasto attardato in un finale convulso e pieno d’insidie.

La tappa
La Nessebar-Burgas di 147 chilometri, prima tappa nella tre giorni in Bulgaria, è cominciata con i soliti attacchi e la fuga a due che ha caratterizzato gran parte della corsa. Sono stati Manuele Tarozzi (Bardiani Csf 7 Saber) e Diego Pablo Sevilla (Polti VisitMalta) a dettare il ritmo in testa, il gruppo ha mantenuto di due a bagnomaria con uno svantaggio di circa due minuti senza dannarsi troppo l’anima.
Ai -23 chilometri dal traguardo lo strappo è stato ricucito, da quel momento in poi il ritmo è diventato infernale (alla fine di una tappa quasi interamente piatta la media oraria ha sfiorato i 44) per via del lavoro svolto dalla Lidl-Trek, dall’Alpecin-Premier Tech, dalla Soudal Quick-Step e dalla Picnic PostNL. Il copione della corsa è stato poi stravolto a 600 metri dal traguardo, quando una caduta intorno alla decima posizione ha frenato tutto il gruppo: Milan ha provato ad inserirsi nella volata, ma il francese è stato abile ad anticipare la concorrenza.

I bresciani
I due bresciani in gara, Tonelli e Scaroni si sono mantenuti al sicuro nella pancia del gruppo. Spiega Scaroni: «Sapevo fin dall’inizio che il restringimento della sede stradale a 600 metri dall’arrivo avrebbe provocato una caduta, quindi mi sono tenuto adeguatamente in disparte. In troppi del resto lottavano per la maglia rosa e non si può considerare quella di ieri una volata normale».

Il vincitore
Il francese nato in Texas Magnier indossa quindi la prima maglia rosa di questo Giro. L’ultimo transalpino a vestire il simbolo del primato al Giro fu Bruno Armirail nel 2023 (la tenne due giorni perdendola a Bergamo). Curiosità: in Francia Magnier è ribattezzato l’altro Paul, per distinguerlo dall’astro nascente Paul Seixas non presente a questo Giro.

La tappa di domani
Domani si cambia completamente scenario: la seconda tappa, da Burgas a Veliko Tarnovo, dal mar Nero all’interno montuoso della Bulgaria, prevede anche una distanza ragguardevole, 221 chilometri e tre Gpm di terza categoria. Nulla di trascendentale, ma abbastanza per mettere qualche tossina nelle gambe dei velocisti che faranno fatica ad arrivare con i primi sul traguardo. Oltre tutto negli ultimi venti chilometri c’è l’ultimo Gpm, 4 chilometri al 6,6% di pendenza media, picchiata verso Veliko Tarnovo e dal centro della cittadina da centomila abitanti gli ultimi 1400 metri sono rivolti all’insù verso la grandiosa fortezza, con pendenza massima del 9%, media del 6% e soprattutto fondo stradale di sanpietrini. Un traguardo che sorride a corridori da classiche.




