Giro, Christian Scaroni: «Si avvera il sogno che avevo da bambino»

Le braccia alte al cielo in segno di giubilo e poi la gioia incontenibile dei tanti tifosi presenti a San Valentino di Brentonico per la vittoria di Christan Scaroni. Ad aspettare a braccia aperte il bresciano papà Fabio, la mamma Lidia Bardelloni e soprattutto la nonna materna Sandra. «El me Christian» urla di felicità la signora mentre riesce a stringere al petto il suo grande nipote e poi distribuisce baci e abbracci a tutti.
«Era una delle poche occasioni per potermi vedere – si giustifica Christian – da quando vivo a San Marino». E inevitabilmente il ricordo torna al nonno Rodolfo, il primo allenatore di Christian, quello che l’ha messo in bici e al quale dallo scorso anno con la Protech di Rezzato è dedicata una gara Juniores a Botticino. «La prima vittoria di quest’anno l’ho voluta dedicare a lui, per i sacrifici che ha fatto. E quanto sarebbe felice oggi».
Ma quanto è felice invece Christian per la tappa?
«È un sogno che si avvera. La massima aspirazione per ogni ciclista italiano fin da bambino è quella un giorno di vincere una tappa al Giro».
Fortunato sembrava meno stanco, vi siete parlati prima del traguardo?
«Lorenzo è un uomo vero, con la U maiuscola perché è stato di parola. Tra noi c’era un patto, l’avrei aiutato per i punti della maglia blu, in cambio mi avrebbe lasciato la tappa. Non tutti avrebbero fatto il suo gesto gliene sarò grato».
Quando avete pensato di poter vincere la tappa?
«Siamo partiti col freddo e sotto l’acqua, condizione che a me piace molto, siamo andati in fuga pensando ai punti dei Gpm, poi quando il vantaggio è cresciuto abbiamo iniziato a crederci. A dire il vero io avevo puntato alla tappa di domani (oggi ndr.) col Mortirolo e il passaggio nel Bresciano, ma è andata bene così».
Siete in crescendo di forma, ci riproverete?
«L’obiettivo di inizio Giro era quello di partire piano la prima settimana, poi dalla seconda provarci. Tuttavia a Napoli sono rimasto coinvolto nella maxicaduta e ho riportato una contusione con inclinazione della costola che mi ha mandato in crisi. Sono stati giorni difficili, ma adesso va meglio. Adesso mancano 3-4 tappe buone per provarci, me le studierò bene».

Per il 27enne bresciano è il sesto successo da professionista, ma il passaggio nella massima categoria non è stato dei più semplici. Cresciuto ciclisticamente nella Feralpi Monteclarense (come il precedente vincitore bresciano al Giro Damiano Cima), Scaroni si mise in luce vincendo il titolo italiano da Juniores e sfiorandolo da Under 23. Nel 2019 passa nel team sviluppo della Groupama Fdj, ma l’anno successivo firma per la Gazprom Rusvelo. La guerra in Ucraina e il conseguente embargo lo lasciano senza squadra nel 2022.
Con la Nazionale azzurra vince le sue due prime corse, poi a fine stagione il contratto con l’Astana dove cresce per gradi, qualche infortunio di troppo, ma ora è in grado di stare con i big. Dopo questa vittoria la sua carriera può avere una svolta definitiva.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
