Ciclismo

Ciclismo, Padenghe attende il nuovo re della Coppa San Geo

Sabato 14 febbraio la corsa si concluderà all’ombra del castello, per la quarta volta nella storia
L'arrivo della Coppa San Geo nel 2025
L'arrivo della Coppa San Geo nel 2025
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La ultracentenaria Coppa San Geo valida anche come 56esimo trofeo Caduti di Soprazocco e memorial Giancarlo Otelli, Attilio Necchini e Tatiana Gozza scalda i motori (organizzativi) in vista di sabato 14 febbraio quando si disputerà la 102esima edizione di quella che a tutti gli effetti è la gara ciclistica per dilettanti più antica d’Italia oltre che Classica di apertura del calendario nazionale.

Fino alla fine degli anni Settanta con la formula itinerante (la società che se l’aggiudicava aveva l’obbligo e l’onore di organizzarla l’anno seguente sul proprio territorio) e da allora emigrata in forma stabile nel Bresciano, in particolare nella zona del Garda sotto l’attenta regia di Gianni Pozzani del Gs Soprazocco primo e poi Gs San Geo poi.

Da Ponte San Marco a Padenghe

Come ormai avviene da oltre un decennio la partenza della corsa avviene a Ponte San Marco, in particolare presso la sede dell’hotel Sullivan di Luigi Borno, primo sponsor tramite la Dia spa insieme al nipote Rudy Zucca della Security Trust che hanno contribuito a rendere ancora più grande questa corsa e traghettarla oltre il secolo di vita, mentre per il traguardo l’organizzazione ha deciso di proporre nuovamente Padenghe e le pendici del suo castello medievale come palcoscenico ideale per incoronare il nuovo re.

Padenghe è stata sede d’arrivo della corsa altre tre volte. Il 24 febbraio 1980 vinse Silvestro Milani, poi diventato subito un buon professionista su Moreno Argentin, fra i pro più grandi della storia del ciclismo italiano (iridato 1986 e tante classiche del palmares). Il 25 febbraio 1995 si è affermato Alberto Destro, plurivincitore della Coppa San Geo su Sergio Previtali. Il 22 febbraio 2025, ovvero lo scorso anno, il successo è arriso a Matteo Ambrosini, passato subito con i professionisti su Cristian Remelli.

Matteo Ambrosini, vincitore dell'edizione 2025 - Foto Rodella
Matteo Ambrosini, vincitore dell'edizione 2025 - Foto Rodella

La tradizione

Il ciclismo a Padenghe del Garda è peraltro di casa perché per tanti anni la Polisportiva Vighenzi ha consentito ad alcuni giovani di svolgere l’attività giovanile. Tra loro anche Roberto Visentini (Giro d’Italia 1986) che ha proprio iniziato a correre con questo team. La Vighenzi ha poi passato il testimone alla Ceramiche Abetone, squadra dilettantistica protagonista sulle strade di tutto il mondo. Numerose sono anche le corse disputate, una delle quali è stata vinta da dilettante, dal grande Michele Dancelli il 23 giugno 1962.

Il tracciato

La corsa quest’anno presenta lo stesso tracciato tecnico e ondulato dello scorso anno, 164 chilometri che non daranno troppa tregua al plotone nonostante un avvio anticipato della corsa (almeno una settimana prima del solito) che costringerà molte squadre a scoprirsi per tempo e mettere subito a frutto la preparazione invernale.

Al via sono attese una trentina di squadre in rappresentanza di tutto il territorio italiano radunando il meglio del dilettantismo italiano per una corsa di caratura nazionale con quattro team stranieri invitati per elevare ancor più il livello di una corsa da molti definitiva la Sanremo dei dilettanti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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