Egidio Salvi: «Colpito e felice per l’entusiasmo attorno al Brescia»

Sventola alta la bandiera dell’Union Brescia. Così come quella di Egidio Salvi, autentico «vessillo» biancoblu con i suoi 60 anni tra campo ed extra campo dedicati a quei colori. Colori che, per sua grande soddisfazione, sono tornati ad abbracciare il Rigamonti: «Un entusiasmo così, pochi se l’aspettavano – attacca Salvi –: i tifosi avevano fame e voglia di calcio. Questa eccezionale risposta fa capire che hanno apprezzato il progetto e, anche se non è più il vecchio Brescia, questa è la loro squadra e non la abbandoneranno mai. Sono contento per tutti loro: non meritavano quello che è successo».
Consapevolezza
Tifosi feriti, inizialmente smarriti, ma che ora hanno ritrovato la loro passione spinti da un senso d’appartenenza che la brescianità che avvolge il tutto è palpabile: «Hanno capito il momento. E hanno capito che da qualche parte si doveva ricominciare. Se poi quella “parte” era tutta bresciana, meglio di così... Di certo, la solidità e la serietà della società sono state determinanti per ricreare tutto quell’entusiasmo. Nomi importanti della nostra imprenditoria: io ho chiuso la mia carriera da giocatore con la promozione in A del 1980 del Brescia del presidente Saleri e da allora, di imprenditori bresciani uniti per la causa non ce ne sono stati».
Sentimento
E arriva un po’ la nostalgia: «Non è stato facile, per uno come me, vedere sparire tutta la sua vita calcistica in un attimo: nel calcio ne ho viste tante, ma quello che è successo a Brescia è qualcosa di vergognoso. Ora, mi auguro davvero di poter rivedere presto quella V sulla maglia e che il presidente Pasini acquisti il vecchio logo. Sapete – sorride – non ho più tanto tempo per l’attesa, il prossimo primo settembre ne compio 80...».
Campo
L’ultimo pensiero riguarda il campionato: «La serie C non è affatto semplice. Ci sono comunque buoni giocatori e tutti giocano con il coltello fra i denti. Mi conforta il fatto che Aimo Diana conosce bene questa categoria e che questa è una squadra costruita per vincere».
Non poteva mancare l’in bocca al lupo per la stagione: «Il mio augurio è grande e sincero. Oltretutto, ho visto nascere e crescere i due allenatori (Diana ed Emanuele Filippini, ndr), hanno tutto il mio affetto. Così come la società, seria ed ambiziosa. Le premesse per fare bene ci sono tutte».
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