Calcio

Union Brescia, serve trovare la via della rete con più facilità

Fabrizio Zanolini
Nelle ultime tre uscite amichevoli solo 2 gol anche per una condizione ancora non al top
Cisco in azione contro l'Ospitaletto - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Cisco in azione contro l'Ospitaletto - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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Un mezzo autogol (contro l’Ospitaletto) su tiro-cross di Cisco e una capocciata di Cazzadori (contro il Desenzano) con il pallone che sbatte poco al di là della linea di porta dopo aver colpito la parte inferiore della traversa. Nelle ultime tre amichevoli, di cui l’ultima divisa in due mini match da 45’ con due avversarie diverse nel triangolare del «Tre stelle», l’Union Brescia ha trovato la via del gol solo due volte.

Contro parigrado

E non consideriamo, chiaramente, la prima uscita contro i dilettanti della Nuova Camunia (Seconda categoria), ma solo i test successivi, più probanti: due parigrado come l’Ospitaletto e la Giana Erminio, una di categoria superiore come l’Entella e una inferiore di un solo gradino come il Desenzano. È questo, nei numeri, l’aspetto che colpisce di più. Ma è anche quello che, con cognizione di causa, preoccupa decisamente meno Aimo Diana. Per più di un motivo. La condizione fisica, in primis, non permette ancora di avere la gamba al top. La fase offensiva, con parecchio acido lattico presente nei muscoli, funziona solo sporadicamente, condizione inusuale per le squadre di Diana, sempre votate all’attacco.

L’attacco poi risente dell’attuale precarietà di un reparto da «work in progress»: il nuovo arrivato Vido, colpaccio per la categoria, lo vedremo probabilmente in campo dal match di Coppa Italia mentre continua la ricerca di un suo partner, potendo contare ad ora su un Maistrello ancora alla ricerca di uno stato di forma accettabile, di un Cazzadori molto intraprendente ma più seconda punta e di un Santini con la valigia in mano. Senza considerare che il vice capitano Di Molfetta è più un trequartista-mezzala che un vero attaccante.

Analisi

Sono, a metà agosto, considerazioni legittime che lasciano però il tempo che trovano e che, come detto, non preoccupano affatto il timoniere Diana, consapevole e convinto che a breve si vedrà la vera Union Brescia. Semmai a far storcere un po’ il naso al tecnico di Poncarale son i gol presi, quattro, visto che l’allenatore biancoblu ha puntato il dito, dopo il triangolare, sui meccanismi difensivi da affinare. Meccanismi però anche questi figli di una condizione fisica precaria per una squadra partita un pochino in ritardo e, per sua stessa affermazione, «muscolare», quindi particolarmente legata ad una preparazione ancora da smaltire.

Ma è proprio dalla ricerca della maggior compattezza possibile là dietro che Diana vuole partire per ritrovare i giusti equilibri di una squadra alla quale, al momento, non è richiesta una pressione alta, atteggiamento tattico che arriverà quando la fase difensiva sarà rodata e la gamba troverà piglio e scioltezza. Aggiungiamo che lo storico di Aimo Diana parla di un excursus estivo soventemente poco brillante, legato ad un tipo di preparazione tosta che necessita di un paio di settimane della media per dare i propri frutti. Un esempio lampante – e anche, ci si augura, uno benaugurante – sono le amichevoli pre campionato perse nell’anno 2022/’23, quello della promozione in B al timone della Reggiana. Tradotto: calma e attendiamo, con fiducia, le partite che contano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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