Un mezzo autogol (contro l’Ospitaletto) su tiro-cross di Cisco e una capocciata di Cazzadori (contro il Desenzano) con il pallone che sbatte poco al di là della linea di porta dopo aver colpito la parte inferiore della traversa. Nelle ultime tre amichevoli, di cui l’ultima divisa in due mini match da 45’ con due avversarie diverse nel triangolare del «Tre stelle», l’Union Brescia ha trovato la via del gol solo due volte.
Contro parigrado
E non consideriamo, chiaramente, la prima uscita contro i dilettanti della Nuova Camunia (Seconda categoria), ma solo i test successivi, più probanti: due parigrado come l’Ospitaletto e la Giana Erminio, una di categoria superiore come l’Entella e una inferiore di un solo gradino come il Desenzano. È questo, nei numeri, l’aspetto che colpisce di più. Ma è anche quello che, con cognizione di causa, preoccupa decisamente meno Aimo Diana. Per più di un motivo. La condizione fisica, in primis, non permette ancora di avere la gamba al top. La fase offensiva, con parecchio acido lattico presente nei muscoli, funziona solo sporadicamente, condizione inusuale per le squadre di Diana, sempre votate all’attacco.



