Union Brescia a San Benedetto: in campo un mix di cuore e testa

Opportunità o scocciatura? Viaggia all’interno di queste due parole l’ottavo di finale di Coppa Italia dell’Union Brescia, che stasera alle 20.30 (gara secca, si va ai rigori in caso di parità al triplice fischio, chi passa trova la vincente di Ternana-Giuliano) scende in campo allo storico Riviera delle Palme contro la Sambenedettese (diretta Raisport, trasferta senza tifosi biancazzurri).Il match arriva tra il pareggio col Vicenza (dispendioso sotto il profilo fisico, un toccasana per il morale) e la trasferta di lunedì a Cittadella, contro una squadra che ha infilato sette vittorie di fila. Insomma, non proprio due partite qualsiasi, senza contare che poi il cerchio si chiuderà col derby contro il Lumezzane.
Situazione
Niente di impossibile, se l’Union Brescia avesse la rosa al completo e quindi giocatori magari poco impiegati pronti a trovare nella Coppa Italia l’occasione per mettersi in mostra. Il fatto è che ieri sul treno direzione San Benedetto non sono saliti De Francesco, Giani, Guglielmotti, Maistrello, Pilati, Spagnoli, Vesentini e Vido. Sui vagoni invece ecco cinque Primavera: i difensori Facchini e Bergomi, il centrocampista Goffi, gli attaccanti Leporini e Tagliabue. E non è escluso che per qualcuno di loro ci possa anche essere l’esordio nell’undici titolare.
Così, se da una parte è legittimo il desiderio di pensare al passaggio del turno (vincere aiuta a vincere, vale sempre), dall’altra c’è anche la necessità di preservare come panda coloro che nella normalità e a rosa completa avrebbero forse trovato meno spazio, ma al momento sono titolari inamovibili in campionato. E se si mettono sul piatto della bilancia le due competizioni, facile immaginare da quale parte sia il maggiore interesse.
Opportunità
L’Union Brescia è arrivato agli ottavi di Coppa eliminando le Dolimiti Bellunesi al Rigamonti nella storica prima gara del nuovo sodalizio, quindi il Carpi in trasferta grazie alla rete di Valente, uno che potrebbe trasformarsi anche oggi nell’«uomo di Coppa». Stasera come detto si gioca ancora in gara secca e così sarebbe per gli eventuali quarti, mentre semifinali e finale prevedono partite di andata e ritorno.
Il tutto per...? Se si arriva in fondo e si alza la Coppa (un dotto pezzo di Luca Charini entra nel dettaglio), a livello economico la vittoria frutta 80mila euro, escluso il botteghino che per il Brescia sarebbe relativo a semifinale e finale. Non una cifra da buttare via, forse nemmeno tale però da mettere a repentaglio giocatori utili al campionato. Dal punto di vista sportivo poi, lo sforzo della Coppa a tutti costi potrebbe aver senso solo nel caso in cui la vittoria portasse direttamente in B.
Ma non è così, visto che ciò vale solo per la prima classificata in campionato. Alzare il trofeo garantisce infatti l’accesso al primo turno dei play off nazionali con due turni di «abbuono». Strada però percorribile (se non migliorabile chiudendo secondi) anche attraverso il campionato. E allora Coppa Italia da affrontare sì con la massima serietà stasera a San Benedetto del Tronto, ma valutando tutto ciò che c’è sul piatto.
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