Brescia-Pro Patria, che sorpresa: al Rigamonti c’è Pep Guardiola
Gli invidiosi hanno esclamato «è AI». Invece no: è stata una giocata da fuoriclasse. Da fuoriclasse umano, prima di tutto. Non era Guardiola vinci tutto e calcisticamente superiore a tutti quello che ha improvvisato allo stadio Rigamonti 15 anni dopo l’ultima volta (3 novembre 2011, Brescia-Ascoli). Era l’amico Pep. Amico fedelissimo di questa città, amico del Brescia.
Amico di Edoardo Piovani, ora club manager dell’Union Brescia, storico team manager del vecchio Brescia, ma più di tutto autentico scrigno della storia del Brescia. Domenica di Piovani era il compleanno: Guardiola, anzi Pep, s’è preso la briga di organizzarsi un blitz in città per festeggiare in presenza il fratello acquisito.
Pausa dalla Premier
Il produttore di calcio lo avevamo lasciato sabato sera con le braccia alzate al cielo dopo la vittoria del suo City sul Newcastle di un altro bresciano «preso», Sandro Tonali («noi due quando ci incrociamo sui campi – hanno più volte detto entrambi – parliamo sempre di Brescia»). In coda alla gara l’allenatore, con i suoi ancora in corsa per la Premier anche se l’Arsenal di Andrea Berta ieri ha ri-allungato, aveva annunciato di aver concesso ai suoi giocatori tre giorni liberi. E di aver raccomandato loro «di bere tante caipirinha, bisogna godersi la vita». Caipirinha per loro, Union Brescia-Pro Patria per il loro allenatore. Se non è classe e non è umiltà questa...
Tutto in fretta
In realtà, in un frullatore di fatti che si sono susseguiti uno dietro l’altro alla velocità della luce, la comparsata allo stadio non era affatto prevista. Una volta però messo piede in città dopo essere atterrato a Montichiari, Guardiola ha espresso la volontà di assistere alla gara dei biancazzurri accanto al suo amico.
Allertato non più di un paio d’ore prima della visita eccellente che stava per ricevere, il club ha predisposto tutto per la miglior accoglienza possibile cedendo lo sky box del gruppo Feralpi, quello di rappresentanza «a un personaggio che porta il nome della nostra città nel mondo, per noi è un onore» le parole di un emozionato Giuseppe Pasini dopo le presentazioni e uno scambio di chiacchiere nell’intervallo in compagnia di uno dei due vice presidenti della società, Mario Gnutti.
Nella circostanza, Pep ha fatto i complimenti a Pasini per il percorso che ha intrapreso e ha incoraggiato alla pazienza anche alla luce della pesante situazione infortuni: «Che condizionano tanto, ne so qualcosa anche io col mio City». Nel box con Guardiola e Piovani, è invece rimasto dall’inizio alla fine Birkir Bjarnason, il Vichingo islandese che anche dopo aver smesso di giocare ha scelto di rimanere a vivere a Brescia intraprendendo il corso per diventare direttore sportivo.

L’educazione dei tifosi
Inutile sottolineare lo stupore dei tifosi della tribuna nel vedersi comparire davanti agli occhi un Guardiola impeccabile nell’outfit che ha distribuito sorrisi e pacche sulle spalle prestandosi a scattare molti selfie. Attorno a lui un importante servizio d’ordine tra rappresentanti delle forze dell’ordine e steward: ma non c’è stato bisogno di fare gli straordinari perché chi si è approcciato all’allenatore lo ha fatto con educazione. Un’educazione, quella dei bresciani, che Pep apprezza in maniera particolare: «Qui mi sento trattato bene umanamente e mi sento ben voluto prima di tutto con persona» ama ripetere a chi con lui ha più confidenza.
Il dopo partita

Sfangata la partita, non solo Pep non è scappato, ma ha fatto volentieri un salto negli spogliatoi dove dopo aver scambiato quattro chiacchiere di calcio con Eugenio Corini e il suo staff, ha fatto visita alla squadra con i ragazzi tra lo stupito e l’emozionato. «Bravi ragazzi, ora per festeggiare questa vittoria vi invito a cena». Prima del «sto scherzando...» by Guardiola, qualcuno ci aveva creduto.
Non ha saltato nemmeno un passaggio Pep che nel pre gara ha avuto anche un colloquio di circa un quarto d’ora con il diesse Andrea Ferretti. Per tutti ha avuto parole buone e d’incoraggiamento: «Vi seguo e vi seguirò sempre» in senso del suo messaggio di giornata poi carta bollato sotto forma di una brevissima intervista – prima di una cena riservata con persone a lui care – concessa all’ufficio comunicazione dell’Union: «Brescia, ti auguro sempre il meglio». Mister Guardiola, ma per tutti noi amico Pep. E agli invidiosi....
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