Calcio

Union Brescia, comincia la C: in casa il battesimo delle ambizioni

Alle 21 la prima sfida in serie C con l’Arzignano, sale l’adrenalina: sono attesi 8.000 spettatori al Rigamonti
I tifosi dell'Union Brescia durante la prima partita di Coppa Italia al Rigamonti - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
I tifosi dell'Union Brescia durante la prima partita di Coppa Italia al Rigamonti - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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Con i piedi ben piantati sulle nuvole. Con realismo, consapevolezza, umiltà e senso di responsabilità oltre che della sfida, ma conservando l’entusiasmo che si respira in purezza da una quarantina di giorni a questa parte. Ovvero testa e cuore. Che sono la base: ora però è arrivato il momento di iniziare a costruire in altezza misurando la fondatezza delle ambizioni.

Dimmi che vuoi provare ad andare subito in serie B senza dirmi che vuoi provare ad andare subito in serie B: basta guardare al tipo di mercato allestito fin qui, con un budget man mano ritoccato al rialzo, per capire senza dirselo che se anche sulla carta l’obiettivo salto è da realizzare in tre anni, nella pratica l’idea è di provare tutto il provabile per tagliare i tempi. Insomma: la strada dell’Union Brescia è lastricata di ottime intenzioni e abbondanti fatti. Ma questa stessa strada è anche saponata, dunque scivolosa, e piena di falsopiani e salite impreviste.

Attenti: la serie C è una bestia davvero brutta. I patimenti sono assicurati e non approcciarvisi, da parte della piazza, con questo spirito sarà il primo errore. Il cammino del Brescia va accompagnato tenendo sempre acceso il fuoco, purché alimentato da una fiamma media. Vuol dire: equilibrio. E qui si conclude il piccolo manuale d’istruzioni.

Presupposti

L'Union Brescia durante la prima partita di Coppa Italia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
L'Union Brescia durante la prima partita di Coppa Italia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Qui invece comincia l’introduzione alla vera prima dei ragazzi di Aimo Diana ai quali la Coppa Italia con la Dolomiti Bellunesi è servita anche per diluire emozioni e tensione dettati dal cambio di scenario, dal passaggio dalla bolla di Salò al catino di un Rigamonti che s’è rifatto bello nel clima e che questa sera si supererà rispetto a una settimana fa: sono attesi (almeno?) 8.000 spettatori. Un banco di prova anche per il club che si è lasciato alle spalle una settimana di qualche disservizio sul fronte logistica e anche in questo caso la partita di Coppa è senz’altro servita come messa a punto per evitare che si ripetano le code all’ingresso dell’impianto di Mompiano. Il salto d’altronde è per tutti e a tutti van concessi i giusti margini.

Gli avversari

L’Arzignano Valchiampo, dunque. Squadra fisica, che pratica un calcio pragmatico, che si stacca poco da dietro, che spesso cerca gli attaccanti per vie dirette. E che con queste caratteristiche lo scorso anno s’è tolto lo sfizio di giocarsi un turno play off. Classica squadra di categoria. Che vuol dire tutto e niente e quindi una cosa sola: può essere una faticata da alleviare con pazienza e con la variegata possibilità di soluzioni, oltre che la qualità, a disposizione di Balestrero e compagni. Pesa l’assenza di Sorensen, Vido non ha ancora i 90’ nelle gambe, per Gori ci sarà il debutto, per Maistrello un’altra serata da osservato speciale in attesa di capire quali altre mosse di mercato verranno effettuate (perché altre ne verranno effettuate)...

Ma anche se i lavori sono ancora in corso, il Brescia le sue certezze e i suoi riferimenti li ha. E se con la Dolomiti era importante presentarsi bene alla città, stasera lo è anche di più. I cavalli di razza si vedono in pista, ma ancora di più al traguardo. Prima corsa: prendi fiato e fai buon viaggio, caro Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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