Calcio

Brescia, missione derby: al Rigamonti bisogna aumentare il ritmo

Fabrizio Zanolini
L’Union a Mompiano ha perso due volte e ha raccolto solo 12 punti in 8 incontri, pochi per una squadra d’alta classifica
Esultanza durante Union Brescia - Albinoleffe - Foto New Reporter Comincini  © www.giornaledibrescia.it
Esultanza durante Union Brescia - Albinoleffe - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
AA

Il Rigamonti chiama. Metabolizzate le comprensibili pressioni delle prime volte, superato l’impatto con un pubblico da categoria superiore, pagato – e pure caro – il conto con la malasorte, è tempo di fare la voce grossa sul campo amico.

Necessità

È obbligata a fare una squadra che, pur con la piena giustificazione di assenze pesanti come piombo concentrate soprattutto nel reparto avanzato, può e deve puntare il più in alto possibile. Nella logica di ambizioni supportate non soltanto dal blasone di un nome che da solo lo richiede, ma anche per le superiori qualità tecniche rispetto alla stragrande maggioranza (dire «tutte» sulla carta non sarebbe nemmeno lontano dalla realtà, ma irrispettoso nei confronti di chi, ora, è sopra di 12 lunghezze) delle antagoniste.

Eppure, il Rigamonti per il Brescia non è ancora un alleato. Anzi. Basti pensare che le uniche due sconfitte patite da Balestrero e compagni sono arrivate proprio nello stadio di Mompiano. Ve bene, immeritate quanto si vuole se si pensa che con l’Arzignano, nel debutto stagionale (e assoluto per l’Union relativamente al campionato), Gori è stato impallinato da due ripartenze nel finale, mentre con l’Alcione è stata pagata una topica di Silvestri nell’unica occasione degli ospiti. Ma, sempre sotto il San Giuseppe, sono arrivate anche tre divisioni della posta con Novara, Pergolettese e Vicenza, seppur anche in questo caso le recriminazioni per almeno due vittorie su tre (con Novara e Vicenza) non colte siano ampie.

Lettura

Ma i numeri non tengono conto degli alibi per quanto solidi. E, alla lunga, danno sentenze e rispecchiano la realtà. La quale dice che la squadra di Aimo Diana è, ed è davvero singolare per chi sosta sul secondo gradino della classifica, la sesta come rendimento interno. Dodici punti in 8 partite casalinghe che fanno una media di 1,5 punti a gara.

Brescia che, in questa particolare graduatoria, è sopravanzato perfino dalla Pro Vercelli e dall’Alcione, oltre che chiaramente dalla capolista Vicenza (9 match interni, 27 punti per un en-plein che parla da solo), dal Lecco e dal Cittadella.

Non è un caso che tutte le cinque squadre che hanno fatto meglio dei biancazzurri in casa siano nelle prime sette posizioni. Ma, Vicenza a parte, tutte dietro agli uomini di Diana che, fin qui, hanno costruito il loro secondo posto grazie ad un rendimento in trasferta con i fiocchi, fatto di cinque vittorie e tre pari. Un cammino che ora deve essere accompagnato da un ruolino di marcia interno che, per una piazza come Brescia, in C deve essere di altissimo livello.

Ultima volta. I tre punti mancano in casa dal 25 ottobre scorso, 2-1 all’Albinoleffe. Di contro, arriva un Lumezzane che, lontano dalla Valgobbia, ha la media di un punto a partita con i soli 8 in altrettante sfide esterne. La quarta vittoria a domicilio è d’obbligo. Se il Rigamonti chiama, è tempo che il Brescia risponda.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.