Brescia, Sorensen: «Sto meglio, voglio aiutare con la mia esperienza»

Il difensore è intervenuto nel corso di «Parole di calcio», su Teletutto: «I play off si giocano soprattutto con la testa, dobbiamo stare sul pezzo»
Fabrizio Zanolini
Frederik Sorensen, centrale dell'Union Brescia - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Frederik Sorensen, centrale dell'Union Brescia - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it

In mancanza dell’infortunato Nicola Pasini, che sulla carta d’identità gli rende un anno, è lui a vestire i panni di «ministro della difesa». Un anno in meno (34) per Frederik Sorensen, ma tanta, tanta esperienza anche con addosso maglie pesanti come quelle, tra le altre, di Juventus, Bologna, Colonia. Quell’esperienza che conterà tantissimo nelle sfide (plurale benaugurante) dei play off.

Il gigante danese del Brescia, intervenuto a «Parole di calcio», comincia a mettere l’obiettivo nel mirino: «Il carico di lavoro nella prima settimana è stato alto – afferma – ed è quello che mi aspetto anche per questa seconda prima di entrare in quella “tipo” che ci porterà alla partita. E in questa seconda settimana io sono tornato ad allenarmi con la squadra dopo il lavoro differenziato della scorsa: sto bene, ora devo solo affinare la forma fisica».

Le tre settimane d’attesa, prima dell’entrata in gioco nei quarti, come si devono gestire?

«Allenandosi bene. E noi lo stiamo facendo. Tanto lavoro, anche se conta molto l’aspetto mentale. Così come è importante riuscire a “staccare” nei momenti tra una seduta e l’altra».

Gambe, testa ma anche rabbia agonistica da portare sul campo?

«Sono d’accordo. E nell’amichevole che faremo sabato dovremo cercare di replicare quello che troveremo nei play off: è d’obbligo entrare il prima possibile nel clima degli spareggi promozione dove, lo ripeto, si deve giocare in special modo con la testa».

Pensava che avrebbe vissuto una stagione da protagonista soprattutto sotto l’aspetto della continuità?

«Ho avuto sfortuna inizialmente con quel problema al ginocchio che un po’ mi ha condizionato, ma poi sono riuscito a trovare la giusta forma fisica. E il tipo di lavoro fatto con Corini ha giovato ad uno con la mia struttura».

Partite dove la sua esperienza e quella dei più anziani dovrà essere da esempio per gli altri…

«Certo, come è stato per tutta la stagione. Perché quello che conta è il gruppo, non il singolo. E tutti devono restare sul pezzo sempre, indipendentemente dalle scelte dell’allenatore».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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