Il Brescia fa il ritorno al futuro: con Corini c’è la fumata bianca

La fumata bianca è arrivata fino a Terni e ha avvolto l’atmosfera della pessima partita di Coppa Italia. Guidata da Nicola Ferrari, ma con Eugenio Corini davanti alla tv nei panni non solo di telespettatore, ma di allenatore in pectore dell’Union Brescia. Per il ritorno a casa di Eugenio Corini, è cosa fatta. L’intesa è soltanto da formalizzare, ma è soltanto roba di carteggi da scambiare e depositare.
Il tutto – salvo complicazioni che però non si capisce in cosa possano eventualmente consistere dato che non ci sono nemmeno precedenti vincoli da sciogliere – avverrà in tempo per consentire all’allenatore di Bagnolo Mella di essere in sella da giovedì, per guidare nel primo pomeriggio la seduta di lavoro di Balestrero e compagni di rientro dalla trasferta in Umbria verso l’alba.
I fatti
La prima scelta Corini, prima scelta è sempre rimasta. Anche quando la società ha avuto un momento di tentennamento quando c’è stato da affrontare il discorso temporale ed economico col tecnico. Un tentennamento che aveva portato anche a rivolgersi ad altri indirizzi, ma per scoprire che pure altri allenatori di livello (su tutti, Viali) avevano richieste simili a quelle del «primo amore» nei confronti del quale il corteggiamento era iniziato già lunedì mattina: Pasini aveva fatto invitare nei suoi uffici Eugenio Corini, un nome che già gli frullava in testa e sul quale sapeva avrebbe avuto ampio gradimento da parte dei soci. Infatti, le conferme, il numero uno dell’Union Brescia le aveva puntualmente ricevute dal comitato esecutivo che si era riunito martedì e che aveva dato il via libera ad indirizzarsi per il dopo Diana su un nome importante (con, dunque, costi importanti). Preferibilmente quello di Corini.

Confronti e aggiornamenti
Col quale, mentre comunque si tenevano pronti anche dei piani alternativi, si era infatti andati avanti a trattare per cercare di arrivare a una quadra oltre che sincerarsi, attraverso dialogo e confronti, di trovarsi di fronte al profilo giusto anche a livello di visione tecnica oltre che sul piano umano. Perché non si tratta semplicemente di dare un nuovo nome alla panchina del Brescia, ma di far compiere davvero un primo salto nel futuro all’Union.
Cosa che non era previsto di scrivere con Diana a meno che Diana quel futuro non se lo fosse scritto da solo a passo di risultati da promozione diretta. Non a caso, come abbiamo già ricostruito, sono bastate le prime difficoltà per capire che il tecnico di Poncarale non aveva le spalle coperte, nemmeno dalla giustificazione dei tanti infortuni. Mercoledì mattina, di buon ora, Pasini, il diesse Ferretti e Corini si sono nuovamente incontrati e c’è stata l’accelerata decisiva. Un’accelerata che ha consentito di avvicinarsi in maniera sensibile all’intesa limando qualcosa da un punto di vista economico.
I collaboratori
L’operazione è complessivamente piuttosto onerosa – si tratta di un altro segnale forte e della voglia di fare le cose in grande della società – anche perché Corini porterà con sé il suo staff completo, composto dai cinque elementi che con lui hanno già lavorato nel Brescia di Cellino: il preparatore atletico Salvatore Sciuto, il preparatore dei portieri Alessandro Vitrani (che a Brescia rimase anche senza Corini per lavorare con Inzaghi, Clotet e Gastaldello), il collaboratore tecnico Stefnao Olivieri, il match analyst Matteo Camoni e l’osservatore Vincenzo Leonardi.
Proprio per definire le posizioni dello staff, mercoledì pomeriggio Corini e il Brescia si sono presi altre ore risentendosi poi in serata per le considerazioni dopo la figuraccia in Coppa Italia e – di fatto – dandosi appuntamento per giovedì mattina per iniziare anche in maniera ufficiale un capitolo che però ha già iniziato a scriversi. E che per Corini è una specie di remake de «La storia infinita».
Un storia che (ri)comincerà comunque in un contesto tutto nuovo e da scoprire per lo stesso Corini che ci si tufferà anima e corpo anche in senso letterale dato che è uno abituato ad aprire e chiudere i centri sportivi in cui lavora. L’allenatore si presenterà alla squadra fornendo i nuovi codici di condotta provando subito a entrare nelle teste per capire se e come, anche da quel punto di vista, c’è qualcosa da sbloccare. Fumata bianca: verso il futuro.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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