La nostalgia di Bonometti: «Il calcio di oggi non mi entusiasma»

Un libro nato «dalla nostalgia per un calcio che non c’è più». Spinto da questa motivazione, Michele Grilli ha assemblato storie di grandi bandiere degli anni Novanta. È nato così «Capitani da ‘90», edito da Urbone Publishing.
L’ex capitano
Il volume, parte del cui ricavato verrà devoluta all’Associazione italiana sclerosi multipla, racconta la carriera di alcuni dei grandi fedelissimi di quell’epoca: da Bergomi a Maldini, Conte e… Stefano Bonometti.
Recordman di presenze con il Brescia, c’era anche lui alla presentazione ieri alla libreria Tarantola, in città: «Il calcio di oggi non mi entusiasma – ha raccontato –. Ai miei tempi c’era un forte senso d’appartenenza a una squadra e una città. Ora è tutto diverso: i calciatori che baciano lo scudetto sulla maglia mi fanno sorridere, considerando che sei mesi dopo li ritrovi a chiedere la cessione».
I ricordi

Gli aneddoti si sprecano: «Nell’89 la società fu costretta a cedermi, e andai ad Ancona. In quell’occasione potevo finire al Torino o all’Atalanta, ma avevo già dato la mia parola ai marchigiani. Poi arrivò Corioni, che mi rivolle fortemente a Brescia».
Diciassette campionati in biancazzurro, fino all’addio nel 1996: «In quella stagione litigai con Reja, che attese troppo a sostituire Sabau, infortunatosi in una partita con la Reggina. Quel suo temporeggiare ci costò punti, non nascosi il mio malcontento alla stampa. Edi venne confermato, così io scelsi di andarmene, nonostante la società spingesse per convincermi a restare un altro anno. Ci rivedemmo dopo due anni, e ci abbracciammo, dimenticando tutto».
E ancora: «Nell’86 marcai benissimo Maradona in un Brescia-Napoli, feci una delle mie migliori prestazioni, ma non fu comunque sufficiente: decise la partita con un gol formidabile. In campo era impressionante, inarrivabile».
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