Spareggi story: il Brescia è anche la «nonna» dei play off

Tutte le cose si potrebbero fare molto meglio se si potessero fare due volte. Filosofia Goethiana applicabile alla vita, ma non sempre (anzi, quasi mai) nel calcio. Lì, c’è sempre l’imprevedibilità dell’avversaria e tanti piccoli episodi non controllabili che fanno la differenza. Resta però il numero di «volte» che fanno di una squadra la veterana di qualche speciale graduatoria e il Brescia, con questa settima partecipazione ai play off, è il primatista assoluto di presenze agli spareggi promozione che dalla stagione 2004-2005 decidono, in serie B chi sarà la terza promossa in serie A. Un altro record dopo quello dei 65 campionati disputati in cadetteria, seppur siano state decisamente più le amarezze che le gioie: solo in un caso infatti, nella stagione 2009-2010, le rondinelle guidate da Beppe Iachini trionfarono battendo il Torino in finale (0-0 all’andata in casa granata, l’indimenticabile 2-1 nel ritorno al Rigamonti del 13 giugno 2010) con i gol di capitan Possanzini e di Caracciolo.
Amarcord
Quelli erano ancora play off a quattro squadre (dalla terza alla sesta classificata) e il Brescia li giocò da terza dopo aver «ciccato» la promozione diretta perdendo 2-1 a Padova nell’ultima giornata quando era in testa. Spareggi che la Leonessa giocò per la prima volta nell’annata 2007-2008: partita con il favore del pronostico nonostante il peggior piazzamento (quinta contro quarta) rispetto ai bergamaschi dell’AlbinoLeffe, la squadra di Serse Cosmi sciupò molto all’andata a Mompiano chiudendo solo 1-0 che, con la sconfitta 2-1 al ritorno, lasciò i biancoblù con un pugno di mosche in mano.
Arrivò poi, dopo quella vincente succitata, l’altra unica finale disputata nella post season e persa, nella stagione successiva, con la bestia nera Livorno dopo il 2-2 al Rigamonti e il secco 3-0 subìto al Picchi. Cocente delusione riscattata, come detto, l’anno dopo. Ma l’amarezza si ripresenta sempre vestita di amaranto nell’ultima stagione con i play off a quattro squadre, cioè quella del 2012-2013: il Brescia di Alessandro Calori, giunto agli spareggi da sesto, pareggiò due volte per 1-1 con il Livorno con i toscani che, grazie al miglior piazzamento (finirono terzi) conquistarono la finale in una notte drammatica per il successivo incidente al pullman dei tifosi che costò la vita ad Andrea Toninelli.
Negli ultimi anni
Le ultime due partecipazioni sono recenti e fanno parte della nuova formula a sei squadre: nel 2020-2021 l’eliminazione al preliminare (agguantato, col settimo posto, dopo una grande rincorsa dagli uomini di Clotet) di Cittadella per l’1-0 a firma di Proia e poi l’ultima in ordine cronologico che vide, nel 2021-2022, le rondinelle di Eugenio Corini cedere al Monza in semifinale (doppio 2-1) dopo che nel preliminare al Rigamonti il 3-2 (dopo i supplementari) sul Perugia aveva allungato il sogno. Sogno che ora, per la settima volta, ritorna.
S’impara solo guardando indietro, ma si vive (e si gioca a calcio) andando avanti.
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