Calcio

Serie C, miracolo Ospitaletto: in corsa col minimo della spesa

Francesco Venturini
Orange ultimi di tutta la serie C per ingaggi: meno di 700.000 euro. Brescia secondo nel girone A, Lumezzane decimo
I presidenti dell'Ospitaletto Musso e Taini - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
I presidenti dell'Ospitaletto Musso e Taini - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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Tre modi completamente diversi – anche perché ambizioni, presupposti, bacino e storia sono altrettanto diversi – per interpretare la stessa categoria. Brescia, Lumezzane e Ospitaletto: tre facce della stessa provincia che dimostrano come in Serie C non conti soltanto quanto si spende, ma soprattutto come si riesca a trasformare ogni euro investito in punti, identità e coerenza.

Analizzando il monte ingaggi stagionale delle tre bresciane, gli spunti sono chiari e per certi versi sorprendenti. I numeri mettono in fila responsabilità e obiettivi: il budget pesante che non impone formalmente la vittoria ma la rende una naturale aspettativa; la spesa controllata che sostiene un campionato solido e credibile; l’investimento minimo che sta diventando – o punta a diventare – un autentico miracolo sportivo.

I biancazzurri

Giuseppe Pasini, presidente dell'Union Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Giuseppe Pasini, presidente dell'Union Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

Partendo dal Brescia, gli emolumenti fissi contrattuali per giocatori e staff della società guidata da Pasini sfiorano i 4 milioni di euro lordi (3.882.859), dato che vale il secondo posto nella classifica delle spese fisse del girone A. Se a questi si aggiungono 968.593 euro di diritti d’immagine e eventualmente 1.718.093 euro di premi, la cifra complessiva supera i sei milioni e mezzo (6.569.545).

Una spesa di primissimo livello che, paragonata a quella della capolista Vicenza – 5.168.653 euro di fissi e 1.375.700 di premi, per un totale di 6.544.353 – evidenzia uno scarto minimo ipotetico (il dato che ha più valore è quello dei fissi) sul piano economico, ma una differenza più marcata sul piano della classifica. Ancora più significativo è il confronto con il sorprendente Lecco, terzo e distante un solo punto dalla squadra di Corini, che investe 2.487.053 euro fissi (1.337.100 i premi, per un totale di 3.824.153). Anche qui si capisce come spesa e resa non siano direttamente proporzionali: incidono infatti anche tanti altri fattori.

I valgobbini

Andrea Caracciolo, presidente del Lumezzane - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Andrea Caracciolo, presidente del Lumezzane - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Discorso differente se si osservano i numeri di Lumezzane e Ospitaletto. Il campionato dei valgobbini, capaci di raddrizzare la stagione dopo un avvio complicato, è da considerarsi fin qui più che positivo. I rossoblù occupano l’ultimo slot utile per i play off, decimi con 36 punti. E decimi i rossoblù sono anche per spesa fissa nel girone: 1.548.556 euro, a cui si potrebbero aggiungere 771.925 di premi per un totale di 2.320.481. Una posizione in classifica perfettamente coerente con l’investimento sostenuto, segnale di equilibrio tra ambizione e sostenibilità.

Orange in fondo

Chi sta sorprendendo maggiormente, però, è senza dubbio l’Ospitaletto. I franciacortini dei presidenti Taini e Musso occupano l’ultimo posto nella graduatoria del monte ingaggi dell’intera Serie C, con appena 664.055 euro complessivi (non sono previsti premi), ma sono pienamente in lotta per la salvezza. Un risultato che racconta visione, strategia e competenza. Da neopromossa, la società sta affrontando il professionismo seguendo la linea del non fare il passo più lungo della gamba e lavorando per costruire un modello sempre più vicino all’autofinanziamento.

La distanza economica dalle big è enorme, proprio per questo la permanenza in categoria assumerebbe i contorni di un autentico capolavoro. Allargando lo sguardo oltre i confini provinciali, emergono altri casi emblematici. Sorprende in negativo il Novara, quinto per spesa fissa, ma a tre punti dalla zona play out mentre brilla il Renate. Numeri che comunque, se confrontati con le cifre del girone C, dove Benevento, Salernitana e Catania superano gli 8 milioni (gli Etnei con i premi toccherebbero quota 14 milioni) restituiscono l’immagine di una C molto disomogenea.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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