Una seconda non vince i play off dal Covid: il Brescia sfida il tabù

Negli ultimi anni agli spareggi hanno trionfato solo terze e quarte: fermarsi per tre settimane può essere un rischio, tocca a Corini gestirlo nel migliore dei modi
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Serve compattezza per evitare le insidie di questo periodo - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Serve compattezza per evitare le insidie di questo periodo - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Da queste parti la scaramanzia non ha più dimora, dunque questo dato si registra con il giusto distacco: sono cinque anni che una seconda non riesce a vincere i play off di serie C. Il Brescia si trova esattamente in questa condizione: primo degli «umani» nel raggruppamento A, dietro al Vicenza, e una lunga attesa davanti a sé prima di entrare in gioco.

Breve riepilogo: domenica si è giocato il primo turno degli spareggi del girone, che ha contrapposto le squadre che si sono classificate dal quinto al decimo posto. Nel secondo (domani) toccherà alle quarte, poi alle terze, e infine alle seconde, tra le quali l’Union (insieme ad Ascoli e Catania).

Lunga pausa

Eugenio Corini avrà il compito di tenere tutti sull'attenti - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Eugenio Corini avrà il compito di tenere tutti sull'attenti - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

A questo punto, nei quarti di quest’aggrovigliato torneo a ventotto squadre, saranno trascorse tre settimane dall’ultima partita ufficiale delle beneficiarie di tale privilegio acquisito sul campo. Il Brescia ha già scelto come ingannare il tempo: ha appena disputato un’amichevole contro l’Ospitaletto, e replicherà questo sabato con la Tritium. Uno strumento in più per tenere alti il ritmo, l’attenzione, la tensione. È forse questo l’handicap che ha pagato chi, partendo con questo vantaggio, negli ultimi anni non è riuscito a farlo fruttare davvero.

Lo storico

Andando a ritroso, hanno vinto i play off il Pescara (quarto nel ‘24/25), la Carrarese (terza nel ‘23/24), il Lecco (terzo nel ‘22/23), il Palermo (terzo nel ‘21/22). Dal 2014/2015, quando è stato superato il vecchio modello di C1 e C2, le seconde che hanno trionfato negli spareggi sono meno della metà, cinque su dodici: si tratta di Pisa (‘15/16), Parma (‘16/17), Trapani (‘18/19, peraltro in un’annata che previde eccezionalmente due vincitori), Reggiana (‘19/20) e Alessandria (‘20/21).

Di fatto è dagli anni del Covid che una seconda non arriva in fondo e festeggia. Il tema è sia fisico che mentale: saltare le prime tre fasi è di certo conveniente, ma mette a rischio un po’ di brillantezza atletica e, soprattutto, la tenuta nervosa. È il pericolo che il Brescia deve assolutamente evitare di correre. È compito di Corini e del suo staff tenere tutti sull’attenti.

I vantaggi

Mercati ha ritrovato il gol con la Dolomiti Bellunesi - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Mercati ha ritrovato il gol con la Dolomiti Bellunesi - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

L’eccezionale condizione nella quale l’Union ha versato per mesi accentua però gli aspetti vantaggiosi di questa sosta. Fondamentale soprattutto per ricondizionare il più possibile alcuni pezzi da novanta che in questa stagione, per troppo tempo, sono rimasti a guardare: pensiamo a Mercati e Zennaro, che già nel finale della regular season hanno alzato di diverse tacche la loro autonomia, ma pure a Maistrello e Vido, che erano partiti come coppia titolare. Giusto per trarre qualche nome da una lista ben più corposa.

Queste settimane serviranno anche a riazzerare un carico mentale che per lunghe settimane ha logorato i pochi rimasti immuni dagli infortuni. A rafforzare stimoli ed energie. A predisporre quell’«atteggiamento più deciso» invocato dal presidente Pasini dopo la vittoria di Monza. Se il Brescia saprà approfittarne fino in fondo, e in questa chiave, riscriverà la storia più recente dei play off. In barba a ogni scaramanzia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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