Vittoria bella e pesante: a Lecco una prova di forza del Brescia

Bella bella. E pesante pesante. E tutto, cioè l’Union Brescia, al posto giusto: ovvero al secondo posto dove ha agganciato e virtualmente anche superato il Lecco. Battuto a domicilio come alla squadra di Valente, imbattuta per la verità fino a ieri sera a livello assoluto, non era ancora accaduto. Bella bella e pesante pesante: è la vittoria, targata Spagnoli, che conferma l’indole da viaggio della squadra di Diana, ma che soprattutto la accredita come la vera contendente di un Vicenza che nel frattempo continua a non sbagliare un colpo e che ha quasi passeggiato con l’AlbinoLeffe.
Difesa solida
Ci penseremo: intanto era importante tenersi i biancorossi ancora a tiro e mettere per bene le cose in chiaro con i terzi incomodi. Fatto: e fatto alla grande. Nel piccolo, ma ribollente Rigamonti-Ceppi con 800 bresciani. Ieri sera, che sera. Grazie a una Union Brescia che s’è fatta talmente padrona da ridimensionare una squadra tostissima come il Lecco. In più su un campo con l’insidia «premium» rappresentata da un terreno sintetico, innaffiato a ridosso del fischio d’inizio, sul quale il pallone – come sul «veloce» dei campi da tennis – più che altro sembrava una pallina impazzita che ha costretto a un calcio a ritmi frenetici.
Calcio e ritmi che «sul veloce» il Brescia ha accettato e maneggiato con grande sapienza. Dominando la sfida in lungo e in largo sia per possesso palla sia per creatività. La stessa che ha saputo annullare nel Lecco lasciato praticamente a zero occasioni, con un solo tiro verso la porta che però non è però diventato una chance. Merito anche (o soprattutto) di una fase difensiva eseguita come seguendo uno spartito.
Mentalità
Abbiamo visto – ammirato anzi – un Brescia a tuttotondo. Giunto a Lecco per vincere. Sì, per vincere. Non per fare altro. I tre puntoni sono alla fine arrivati col tanto sospirato e invocato cosiddetto «gol sporco» dagli sviluppi delle benedette palle inattive. Di più: quel gol sporco, al quarto d’ora della ripresa, è stato firmato da Spagnoli che si è sbloccato (non segnava dal 13 settembre) e ha così sbloccato anche un reparto di recente latitante sottoporta. Ma al di là dell’episodio che è servito per far festa, è di un Brescia a tuttotondo che dicevamo.
La squadra di Diana e Diana stesso, ci sono «stati dentro» con una grandissima lucidità. Con letture tattiche momento per momento tutte puntuali ed efficaci. È stata anche una partita a scacchi tra allenatori, un botta e risposta a distanza di accorgimento in accorgimento, di aggiustamento «modulare», dal 3-4-1-2 di partenza del Brescia fino al ritorno al 3-5-2. Anche da questo punto di vista l’hanno vinta Balestrero e compagni. Tutti. Perché è stata la più classica delle vittorie di squadra, partecipata da ogni punto di vista.
La gara
L’avvio, per tutti, è stato molto intenso e anche condito da tanti errori. Tra un aggiustamento e l’altro di cui sopra, con tempi di reazione velocissimi, il Brescia si è via via disteso. Mentre nel frattempo aveva già fatto in tempo a crearsi – e bersi – tre occasioni. Due in una sciupate da Spagnoli all’11’ con un sinistro a giro (ispirato da assist aereo di Cazzadori) preda di Furlan sulla cui respinta lo stesso attaccante ha mandato alto. Poi è toccato a Di Molfetta, servito da Spagnoli, provarci con un sinistro mirato all’angolino, ma sempre bloccato da Furlan. Il Brescia in pressione ci prova pure con Mercati di testa su cross niente male di Armati riconfermato da Diana dopo Busto.
Che dire dopo un primo tempo ben orchestrato? Niente. Come già una settimana prima, tutto bene tranne il gol. Trovato al quarto d’ora della ripresa e nato da una punizione di De Maria dalla trequarti e un assist di ginocchio di… Armati per lo stavolta freddo Spagnoli. Messo il punto esclamativo sulla grande prestazione, ecco uscirsene – prevedibilmente – il Lecco. Alla ricerca del pareggio. E al quale il Brescia ha concesso più campo, ma rimanendo sempre perfettamente in gestione. Soffrendo meno di poco anche quando man mano i cambi hanno stravolto il volto della squadra. Ma nessuno se n’è accorto. Il sistema è rimasto inalterato. Bella bella, pesante pesante. Ieri sera, che sera.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.













































