Calcio

Moncini, Galazzi, Bisoli: il Brescia deve ritrovare la vecchia guardia

La punta, miglior marcatore dell’anno scorso, in questa stagione fatica; l’ex Triestina è andato ko e il capitano va ritrovato
Gabriele Moncini © www.giornaledibrescia.it
Gabriele Moncini © www.giornaledibrescia.it
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Sulla carta gli scettri non hanno cambiato padroni: il capocannoniere attuale del Brescia è Moncini (ex aequo con Bjarnason) con quattro reti, il miglior uomo assist è Galazzi, sempre con quattro. I nomi che avevano riempito queste due caselle al termine della scorsa stagione sono gli stessi. Occhio però a non farsi ingannare dai numeri. C’è una variabile che li accomuna e che marca una differenza netta tra i due campionati: la continuità. La parolina magica che tormenta il Brescia praticamente da fine agosto.

Il centravanti

Il caso di Gabriele è emblematico: ha già saltato, tra infortuni e squalifiche, undici partite su ventisei. Più di un terzo. Lo scorso anno era stato assente in appena tre gare. I primi fastidi si erano materializzati a maggio, ma Moncini aveva stretto i denti per diverse settimane: Borrelli era fermo per infortunio e a Maran rimaneva soltanto lui come punta centrale. Un logorio che ha poi presentato il conto in estate, condizionando tutta la preparazione e tracciando solchi profondi sul suo avvio di campionato, iniziato di fatto alla quinta giornata.

C’è uno schema ricorrente in questa sua sfiancante fuga dai problemi fisici: rientra, segna e si rifà male poco dopo. È accaduto a settembre, quando timbrò contro Frosinone e Pisa prima di fermarsi dopo una quindicina di giorni, e la scena si è riproposta dopo la rovesciata di Cremona e il tap-in con la Sampdoria.

La rovesciata di Moncini contro la Cremonese © www.giornaledibrescia.it
La rovesciata di Moncini contro la Cremonese © www.giornaledibrescia.it

Lì si è messa di mezzo una squalifica per una sua leggerezza. Una brusca frenata, sempre sul più bello. Di recente ha saltato la trasferta di Carrara per febbre. La buona notizia è che le ultime assenze non sono legate a intoppi muscolari. Significa che può esserci speranza che d’ora in poi tutto fili liscio. E che Moncini torni a segnare gol pesanti. Ne ha bisogno il Brescia – non può girare tutto intorno a Borrelli – e ne ha bisogno Gabriele.

Luce e anima

Gli ultimi mesi sono stati particolarmente difficili pure per Galazzi. Tra settembre e ottobre è rimasto quasi sempre in infermeria. Tutta colpa di un seccante problema al piede. A Mantova aveva forzato il rientro insieme allo staff, dilatando i tempi di recupero. Quando è riuscito a mettersi tutto alle spalle è arrivato Pierpaolo Bisoli, che ha scelto di sacrificarlo sull’altare di un nuovo impianto tattico. Ha cercato di navigare in nuove acque, inizialmente da mezzala e poi da esterno, ma non ha mai realmente trovato la sua rotta.

Nicolas Galazzi © www.giornaledibrescia.it
Nicolas Galazzi © www.giornaledibrescia.it

Ora che è tornato Maran, l’allenatore che per sua stessa ammissione gli aveva cucito addosso l’abito ideale con perfetta abilità sartoriale, si è fermato di nuovo per un infortunio muscolare. Inizialmente si temeva di perderlo per più tempo, al punto che il suo stop in allenamento aveva rotto l’ultimo argine all’affondo con il Sassuolo per D’Andrea, ma ha già saltato altre tre partite e il suo ritorno in campo non è imminente. Per Maran è fondamentale ritrovare quella luce tra centrocampo e attacco.

E magari anche l’anima pulsante della sua squadra: sono tempi duri persino per uno come capitan Bisoli. L’esonero di papà Pierpaolo è stato uno choc, sebbene Dimitri non si sia sottratto per un istante alle sue responsabilità di capitano e di leader dello spogliatoio. Quella parentesi, sublimata dall’abbraccio con il padre dopo il gol di Bari, resterà per sempre nel primo cassetto dei ricordi. E il suo epilogo l’ha segnato: umanamente è più che comprensibile.

Dimitri Bisoli © www.giornaledibrescia.it
Dimitri Bisoli © www.giornaledibrescia.it

Sul suo conto però nessuno nutre l’ombra di un dubbio. Deve piuttosto ritrovare brillantezza (a Reggio Emilia la batteria si è scaricata in fretta ed è stato sostituito) per guidare al meglio il Brescia nelle battaglie che mancano da qui alla fine. Lui per primo, insieme al resto della vecchia guardia. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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