Sulla carta gli scettri non hanno cambiato padroni: il capocannoniere attuale del Brescia è Moncini (ex aequo con Bjarnason) con quattro reti, il miglior uomo assist è Galazzi, sempre con quattro. I nomi che avevano riempito queste due caselle al termine della scorsa stagione sono gli stessi. Occhio però a non farsi ingannare dai numeri. C’è una variabile che li accomuna e che marca una differenza netta tra i due campionati: la continuità. La parolina magica che tormenta il Brescia praticamente da fine agosto.
Il centravanti
Il caso di Gabriele è emblematico: ha già saltato, tra infortuni e squalifiche, undici partite su ventisei. Più di un terzo. Lo scorso anno era stato assente in appena tre gare. I primi fastidi si erano materializzati a maggio, ma Moncini aveva stretto i denti per diverse settimane: Borrelli era fermo per infortunio e a Maran rimaneva soltanto lui come punta centrale. Un logorio che ha poi presentato il conto in estate, condizionando tutta la preparazione e tracciando solchi profondi sul suo avvio di campionato, iniziato di fatto alla quinta giornata.




