Brescia, Lezzerini risponde alle critiche: sempre più decisivo

Tra una spolverata e l’altra di coraggio e fiducia, qualche mucchietto ha già attecchito. L’appello all’ottimismo di Pierpaolo Bisoli è una supernova che ha squarciato il cielo di Torbole, tinteggiato di un nero corvino dalla crisi che si è spalancata come una voragine nelle settimane scorse.
Decisivo
Il cono di luce ha investito in pieno Luca Lezzerini. Si è vestito da Superman, da quando i biancazzurri hanno cambiato guida tecnica. I quattro pareggi consecutivi vanno ascritti soprattutto ai suoi interventi, sempre (o quasi) decisivi. Bisoli l’aveva detto dopo la Carrarese e i mugugni del Rigamonti: «Una delle mie priorità era restituire un po’ di solidità alla difesa. E anche al portiere, che era finito nel mirino delle critiche». Missione compiuta. Già in quello 0-0, grigio come la bruma che aveva avvolto Mompiano il 15 dicembre, Luca si era comportato egregiamente: dopo un’incertezza in avvio, non aveva battuto ciglio su un singolo rammendo.
Crescendo

Poi è stato un crescendo: migliore in campo a Salerno con doppia parata su Braaf e Hrustic, sul podio contro il Modena (malgrado le tre reti incassate, sulle quali non ha responsabilità) e soprattutto con la Cremonese. Allo Zini ha riempito gli occhi la rovesciata di Moncini, una prodezza da candidatura al Puskas. Bellezza tanto inebriante da appannare vista e memoria.
Eppure quel parossismo di gioia non sarebbe stato possibile se una manciata di secondi prima Lezzerini non avesse abbassato la serranda sul destro ravvicinatissimo di Johnsen. «Gliel’ho detto immediatamente dopo il fischio finale: questo punto lo dobbiamo soprattutto a lui». Pierpaolo Bisoli fa lo psicologo a tempo pieno da quando è subentrato a Maran, ed evidentemente la terapia comincia a funzionare.
Passo
Non è detto che tutti i «pazienti» rispondano allo stesso modo, pertanto il Brescia è tutto fuorché al riparo da ogni pericolo di ricaduta. La risalita resta ripida e la classifica langue. Però aver ritrovato sicurezza tra i pali rappresenta un passo importante in questo percorso. Bisoli pretendeva che tutto partisse da lì, e così è stato. Per «Lezze» è una piccola rivincita. È alla sua terza stagione a Brescia e le critiche l’hanno spesso sferzato, a volte con violenza. Non è una stagione semplice nemmeno per lui, rispetto al campionato scorso non ha le spalle coperte da una difesa collaudata ed efficace. Capita di frequente che debba fare da sé, contare solo ed esclusivamente sulle proprie forze. Ultimamente gli sta riuscendo in maniera eccezionale.
Riscatto

È una rottura netta con il passato: pure lui, negli ultimi tempi con Maran, si stava avvitando in una spirale pericolosa. A Catanzaro, nella gara costata l’esonero a Rolando, si era macchiato dell’uscita a vuoto sull’1-1 calabrese. Il dato complessivo sulle parate gli restituisce un po’ di giustizia: media di 3.04 a gara, quarto dato in B tra chi ha giocato almeno 700’ (fonte Kama). È vero che in più di un’occasione si è ritrovato sotto il fitto fuoco nemico, e che la percentuale di interventi sulle conclusioni subite non è altissima (71.28%, dodicesimo in campionato), ma il dato è in netta ascesa. Sotto l’albero il Brescia ha trovato «super Lezze». E spera di tenersi stretta questa sua nuova versione anche nel 2025.
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