Calcio

Piacere, Brescia: il volto pulito della difesa per ripresentarsi da zero

Squadra imbattuta e imperforata da tre gare: non succedeva da aprile ’22 Svolta tattica ma non solo
Il Brescia in gruppo - © www.giornaledibrescia.it
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Buongiorno Brescia. E in effetti, sa davvero tutto di nuova alba e di risorgimento. La pagina è bianca, in tutti i sensi. Squadra imbattuta, squadra imperforata. Il dato è parziale come lo è una classifica che solo a fine novembre, quando tutti i recuperi saranno stati giocati, acquisirà un volto dai tratti definiti.

Ma dato parziale, non significa dato non reale: è come un exit poll che una direzione la indica prima che il conteggio dei voti la confermi.

Le indicazioni, conducono a tratteggiare lineamenti di una squadra alla ossessiva ricerca di solidità: prima di ogni cosa. Perché per imparare anche a osare di più, occorre innanzitutto imparare a non tremare più ogni volta che un avversario si affaccia sull’uscio di casa. Cinquantasette gol presi nell’ultima stagione (ma più in generale campionati di fasi difensive sui generis) hanno rappresentato una lezione di quelle impossibili da prendere e mettere via. E da lì allora il Brescia è ripartito. Tre tabellini puliti, altrove saranno poca cosa, ma qui hanno un valore inestimabile: non a caso non si registravano da 17 mesi, dall’aprile del 2022 in coda a una stagione nella quale si tentò di andare in serie A. C’era Corini (vittoria col Vicenza, pari col Pisa, vittoria col Parma): come dire una vita fa.

Situazione

Il Brescia è impegnato in una operazione di profonda pulizia: non a parole, ma sul campo. Va dato atto. Una ripartenza da zero che non è dunque soltanto un modo di dire, bensì il numero che riempie la casella dei gol subiti e che corrisponde, in relazione alla partita con il Venezia, alla percentuale dei concreti rischi corsi. Sofferenza ce n’è stata a tratti, sì: ma soltanto sotto pelle perché la compattezza della squadra ha nascosto sia quella che è ancora una mancanza di omogeneità da un punto di vista della condizione fisica, sia la maggior qualità dell’arsenale veneziano.

Quindi, la notizia dentro la notizia di una porta inviolata da 270’, è un ulteriore step di tutta la fase difensiva in sé e nella quale i primi a partecipare sono gli attaccanti. Il passo successivo, dovrà essere quello di allungare di più e meglio la coperta sulle ripartenze e relativa lucidità nelle scelte finali. Ma calma: prima, le basi. Nella metamorfosi in atto, pesa moltissimo la svolta tattica e viene in mente il pensiero di Davide Dionigi quando sosteneva che Papetti non è un centrale da difesa a due né un terzino e Mangraviti non è un centrale da difesa a due né un terzino.

E vengono in mente tutti quegli allenatori passati di qui, da Marino in poi, convinti che il reparto difensivo del Brescia avesse caratteristiche da «tre».  Un pensiero che anche Corini e Inzaghi avevano provato a far scivolare attraverso camuffamenti tattici, ma la linea non poteva passare per via di un assurdo e anacronistico veto celliniano: finalmente tolto. Con Cistana «Re Sole» della retroguardia e mente «dal basso» di squadra con ai lati Papetti e Mangraviti più sicuri in tutto. La benedetta svolta del buonsenso dentro la quale anche un Adorni magari potrà trovare una chance per riscrivere la sua storia che da sola però non spiega tutto. E non spega tutto nemmeno il cambio sugli esterni con gli arrivi di Dickmann e Fares.

Perché è un dato di fatto che la prima col Cosenza (tra l’altro ancora senza Fares) fu vinta giocando «alla vecchia», ovvero a quattro (opzione che non può andare in cantina perché nel reparto centrali il Brescia è corto: sono 4 «veri» più il Primavera Maccherini e nell’urgenza ci si potrebbe dover di nuovo ricorrere). Il fatto è che qualcosa è proprio cambiato nella testa. È scattato il famoso «click» (sarebbe ingiusto non attribuire gusti meriti a Gastaldello che ha pure l’invidiabile capactà di sapersi isolare da critiche e insulti). Il «click» che fa esclamare: buongiorno Brescia, pacere di (ri)conoscerti. Però adesso ne vogliamo ancora e tra domani e sabato, aspettiamo nuove indicazioni. Possibilmente precise e concordanti.

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