Calcio

Perugia-Brescia, i numeri della disfatta: Andrenacci bersagliato dagli umbri

I dati testimoniano come la squadra di Castori abbia travolto fisicamente e nella produzione offensiva le rondinelle
Perugia-Brescia 4-0 - Foto NewReporter/Pagliaricci © www.giornaledibrescia.it
Perugia-Brescia 4-0 - Foto NewReporter/Pagliaricci © www.giornaledibrescia.it
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La disfatta di Perugia è un film già visto. O meglio, un «remake» più cruento e in chiave noir del clangore provocato dal capitombolo contro il Como. Match nel quale, quantomeno per un tempo, c’era stata competizione.

Sgretolata dall’espulsione di Mangraviti in chiusura di primo tempo, anticamera del gol-vittoria firmato da Baselli. Al Curi le speranze del Brescia si sono dissolte in appena 16’, esattamente il tempo che ha impiegato Fran Karacic a rimediare una delle doppie ammonizioni più ingenue e irricevibili che la storia recente dei biancazzurri consenta di ricordare.

Da lì in poi, il senso di marcia sull’autostrada Gori-Andrenacci è stato unico, con sbocco finale sulla friabile porta delle rondinelle. Il Perugia, con il suo 55.26% di possesso palla, di cui il 46.93% sviluppato in proiezione offensiva (il Brescia si è fermato al 33.99%, fonte Kama Sport), ha tenuto un baricentro medio di 58.65 metri, quasi 15 in più dei 45.91 dei ragazzi di Clotet, abbassatisi ben più dei 51 metri di media della settimana precedente col Como.

Brescia travolto dalla fase offensiva del Perugia

Poste queste premesse, viene facile immaginare anche le conseguenze. Che si articolano in 17 tiri complessivi (di cui 9 verso lo specchio) degli umbri, contro gli appena 5 del Brescia, che la porta l’ha inquadrata in 3 circostanze. La squadra di Castori ha impiegato mediamente un minuto e 28 secondi di possesso per cercare la conclusione, i biancazzurri quasi il quadruplo (4 minuti e 2 secondi).

Rapporto semi-intonso anche per quel che concerne le occasioni: il Perugia ne ha confezionate 10, con una frequenza di 2 minuti e 29 secondi, il Brescia soltanto 3, prodotte con un’opulenza di ingorghi in una costruzione che ci ha messo in media 6 minuti e 43 secondi a partorire topolini, vale a dire le sbiadite chance da rete messe in fila dalle rondinelle. Divario netto che si evince anche dal dato sui palloni giocati nell’area avversaria, 24 a 5, e dall’indice sui gol attesi: 2.24 quello degli umbri, capaci dunque di spingersi oltre quello che era lecito attendersi, contro lo 0.54 del Brescia.

Predominio fisico degli umbri

Al di là degli indicatori sull’efficacia offensiva antitetica delle due squadre, il predominio biancorosso è tratteggiato anche dalle statistiche che inquadrano una netta supremazia sul piano fisico.

I ragazzi di Castori hanno vinto più contrasti (11 a 4), più duelli (68-46), hanno monopolizzato le sfide nel cielo, come testimonia il 64% di successo nei duelli aerei. Due delle quattro reti sono scaturite da colpi di testa, su palla inattiva. E sulle corsie esterne non c’è stata partita: il Perugia ha messo a referto 6 cross riusciti, Bianchi e compagni 0. È vero che il Brescia ha saltato di più l’uomo (13 i dribbling riusciti, di cui 6 eseguiti dallo specialista Rodriguez, contro i 9 del Perugia), ma di rado è servito a creare i presupposti per infilzare l’avversario.

Che al contrario ha affondato con facilità disarmante, subissando di conclusioni Andrenacci, che ha chiuso con 5 parate (dato più alto della sua stagione dopo il Como al Rigamonti, il che la dice lunga sul trend recente), ma anche con il 55.56% di interventi riusciti, secondo indice più basso del suo campionato dopo la sconfitta col Frosinone, nella quale si fermò al 25%.

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