Passaggio al portiere? Meglio non diventi una regola

«Se vogliamo un portiere bravo con i piedi allora che mettano in porta Brozovic!». Game, set and match, direbbero nel tennis. Walter Zenga ha sintetizzato alla perfezione quello che è il vero punto della questione che ha inchiodato Radu alla croce eterna di una responsabilità che porterà per sempre, ma che invece va condivisa con una pluralità di soggetti.
Il tema è molto dibattuto ed è auspicabile che non finisca al solito per dividere tra chi sta con la «costruzione dal basso» e chi invece la considera una sciagura. Se diamo per assodato che la figura del portiere ha avuto una trasformazione come nessun altro ruolo nel calcio, non possiamo pensare che non si giochi più in 10+1. Perché si gioca in 11 ma quando si disegnano gli schemi si scrive 4-4-2, somma 10, oppure 3-5-2, somma 10. Eccetera. Altrimenti dobbiamo accettare che il 4-4-2 diventi necessariamente un 5-4-2, somma 11. Io non credo si debba spingere la ricerca del nuovo fino a quel punto. Molti allenatori sentono di doversi presentare come innovatori e costringono i propri giocatori a passare continuamente dal portiere per costruire.
Dal «basso», si dice, come se il campo di calcio fosse in salita. Nel caso di specie, Radu fa una cosa rovinosa ma Perisic che gli passa quella pallaccia lo fa in automatico come se la desse ad un giocatore diverso dal portiere. Ecco, basterebbe ricordare a tutti che passarla al portiere, soprattutto a un metro e mezzo dalla porta, deve essere un’eccezione. Non la regola. Qualcuno ha tirato in ballo le «papere» dello sciagurato Karius, portiere del Liverpool entrato, suo malgrado, nella storia della Champions League per aver regalato due gol su tre al Real Madrid nel successo per 3-1 dei Blancos nel 2018 nella finale di Kiev.
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Il riferimento è sbagliato. Quel giorno Karius commise due errori giganteschi, chiaro. Nel primo lanciò incautamente con le mani la palla verso un compagno. Peccato, per lui, che sulla traiettoria ci fosse il piedone di Benzema che incocciando la palla la spedì in fondo al sacco. Un po’ come a bigliardino quando con gli attaccanti fai la «foto». Nel secondo Bale tirò la solita sassata da lontano ma la palla sembrava quasi innocua. Karius ci andò malissimo e pasticciando con i guantoni se la infilò alle spalle. La differenza con Radu (e con tutti i suoi colleghi che recentemente si sono fatti infilare in modo, in alcuni casi, anche ridicolo) è che Karius commette errori nella funzione specifica del portiere. Nel basket ormai si vedono centri di 2 metri e 20 che tirano da tre come guardie. A me non piace ma si tratta di giocatori che per regola possono fare tutto, tirare come prendere rimbalzi. Nel calcio non è così. Meglio che questa differenza rimanga.
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