Il convitato di pietra comincia a sbriciolarsi. L’effetto lenitivo del tempo aiuta, ma serve ben altro per superare davvero un trauma: oggi il Brescia può dire di essersi messo alle spalle la retrocessione sul campo dello scorso campionato grazie a fatica, sudore e lavoro. Lavoro che non è soltanto atletico, o tattico: è sulla testa che la squadra ha operato un reset totale, ripartendo da zero e ammonticchiando su quelle macerie nuovi cumuli di consapevolezza e autostima. Da quando c’è Maran il gruppo ha voltato pagina. Per davvero. Se cercate elementi concreti a sostegno di questa tesi, la pistola fumante è la classifica: il Brescia oggi ha 38 punti, due in meno dei 40 con i quali concluse la regular season 2022/2023. Un anno fa, dopo 28 giornate, i punti erano 27.
Perché di questa squadra colpisce soprattutto lo spirito: qualunque cosa accada, non si smette di lottare. È una mentalità tutta nuova, che Maran ha fatto dapprima sedimentare, e poi calcificare. Il Brescia della scorsa stagione era un pugile suonato, che non sapeva come rispondere ai ganci che incassava: per 23 volte si era ritrovato sotto nel punteggio (nella stagione regolare), in 16 era uscito dal campo con una sconfitta.




