Parma-Brescia si gioca anche sulla forza mentale

Il convitato di pietra comincia a sbriciolarsi. L’effetto lenitivo del tempo aiuta, ma serve ben altro per superare davvero un trauma: oggi il Brescia può dire di essersi messo alle spalle la retrocessione sul campo dello scorso campionato grazie a fatica, sudore e lavoro. Lavoro che non è soltanto atletico, o tattico: è sulla testa che la squadra ha operato un reset totale, ripartendo da zero e ammonticchiando su quelle macerie nuovi cumuli di consapevolezza e autostima. Da quando c’è Maran il gruppo ha voltato pagina. Per davvero. Se cercate elementi concreti a sostegno di questa tesi, la pistola fumante è la classifica: il Brescia oggi ha 38 punti, due in meno dei 40 con i quali concluse la regular season 2022/2023. Un anno fa, dopo 28 giornate, i punti erano 27.
Perché di questa squadra colpisce soprattutto lo spirito: qualunque cosa accada, non si smette di lottare. È una mentalità tutta nuova, che Maran ha fatto dapprima sedimentare, e poi calcificare. Il Brescia della scorsa stagione era un pugile suonato, che non sapeva come rispondere ai ganci che incassava: per 23 volte si era ritrovato sotto nel punteggio (nella stagione regolare), in 16 era uscito dal campo con una sconfitta.
La gara col Palermo è stata lo sbuffo più energico del vento del cambiamento: l’uno-due rosanero dopo il vantaggio subitaneo di Borrelli poteva stendere chiunque. Sicuramente la squadra impaurita dell’anno scorso. Ma non questa: passata la tormenta, riannodare il filo e completare la rimonta è stato un attimo. Una piccola impresa che vale un primato: nessuno in serie B ha recuperato più punti (14) da situazioni di svantaggio del Brescia. Alla medesima quota c’è il Südtirol, che però si è ritrovato sotto più volte (19, contro le 18 delle rondinelle). Nel campionato 2022/2023 erano stati nove in tutta la stagione. Allora ritrovarsi a inseguire costituiva essenzialmente una condanna. Oggi vale l’opposto: più della metà delle volte in cui è stato in svantaggio (10 su 18), il Brescia è poi riuscito a rimettersi in sesto. Ed è un trend forgiato dall’attuale corso tecnico, considerando che le rimonte con Gastaldello erano state soltanto due, entrambe da pareggio (con Ascoli e FeralpiSalò). Quella di Catanzaro è certamente la più eclatante: tre reti addensate in un tempo, dopo aver chiuso il primo sotto di due, su uno dei campi più torridi di tutta la B. Lì, forse, la consapevolezza di non dover mai deporre le armi, a prescindere dalle difficoltà che s’incontrano, è fiorita definitivamente.
Ora arriva il test più impegnativo, contro un Parma che all’andata diede una grande dimostrazione di forza al Rigamonti. E che, per restare in tema, in B custodisce il vantaggio meglio di chiunque altro: 20 volte si è ritrovato a condurre, 17 ha vinto, due ha pareggiato e una sola ha perso. Chissà che il Brescia, con questi requisiti, non dimostri di essere la sua nemesi. Di certo, Parma-Brescia, al di là della qualità degli organici, si giocherà tanto anche sulla forza mentale data da Pecchia e Maran.
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