Non c’è solo Gjyla: alla FeralpiSalò crescono molti giovani di valore

Brian Gjyla, classe 2007, si è preso la copertina della Steel Cup realizzando il gol che ha chiuso i conti con la Carrarese: palla servitagli da Musatti, controllo sulla mancina, due passi a rientrare e destro secco dal limite che ha lasciato immobile il portiere avversario.
Albanese, residente a Cologne, Gjyla è la punta di diamante di un settore giovanile che nelle ultime stagioni ha prodotto davvero molto. Soprattutto se si considera che il club ha solo quattordici anni e che prima ha dovuto dedicare maggiori attenzioni alla prima squadra. Nelle ultime stagioni il settore giovanile è stato affidato ad Alex Pinardi, passato in estate all’Atalanta, che di Gjyla ha un personalissimo ricordo: «Qualche anno fa, quando Stefano Bonometti era all’Orsa Iseo, incontrai Gjyla per la prima volta ad un campo estivo e mi stupì per l’atteggiamento che aveva, per lui il gol era tutto».
Dopo quell’incontro il passaggio alla FeralpiSalò, «ed una continua crescita che lo ha portato a segnare tanto lo scorso anno in U16, pur avendo un anno in meno, e poi a diventare uno dei più giovani marcatori (se non in assoluto) del Torneo Dossena Primavera».
I suoi fratelli
Il settore giovanile gardesano sta lavorando bene e Gjyla è solo l’ultimo dei prodotti messi in evidenza. I segnali di questo occhio particolare che la dirigenza pone verso i giovani sono molto chiari: lo scorso anno la squadra maggiore ha vinto il campionato schierando sempre molti giovani, ben oltre il minimo richiesto dalla categoria, con Hergheligiu (oramai considerato un vecchio, ma ha vinto lo scudetto con la Berretti gardesana) e Musatti («di Rodengo Saiano, quando l’abbiamo preso era alla Juniores della Real Calepina») cresciuti nel club.
Sabato contro la Carrarese i verdeblù hanno chiuso schierando il 2005 Pacurar, rilevato dal Mantova, il coetaneo Giorgi (lo scorso anno protagonista al Cellatica in Promozione), i 2004 Gualandris ed Armati oltre al 2003 Musatti, tutti prodotti del settore giovanile.
«E dietro ce ne sono altri - ricorda Pinardi, che parla del settore giovanile salodiano come se fosse ancora lì, tanto gli è rimasto nel cuore -: il 2006 Cantamessa, per esempio, e poi tutta la squadra del 2008, con l’attaccante Bigatti, il trequartista Zanini ed il difensore rovatese Bergomi, quest’ultimo capitano della nazionale di serie C».
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Certo è che quello di Gjyla è un nome già da tempo sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori. Gli occhi di tante grandi sono su di lui, ma Vecchi se lo coccola, al pari di Giorgi. «Sono due ottimi giovani», pare abbia detto al presidente Pasini. Ed una frase così, pronunciata da uno che ha fatto crescere tanti giocatori ora in Nazionale, non può lasciare indifferenti.
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